TRIPWIRE. Sicurezza stradale, ma quanto mi costi?

TRIPWIRE

di Piero Laporta
«Sa indicarmi la direzione per …?” domanda finora usuale da turisti e viandanti smarriti. Il Gps ridusse gli automobilisti disorientati, accostati a chiedere lumi, scatenanti impazienti fanfare bercianti alle terga. Negli ultimi anni le mappe sul Web e sui cellulari, decimarono pure le turiste smarrite, con disappunto degl’inclini a interessata sollecitudine. “È la tecnologia, bellezza,!”, chioserebbe l’Ed Hutchinson dell’indimenticabile Humphrey Bogart. Il Campidoglio promette semafori intelligenti (aggettivo che eccita alla violenza, tanto è sperperato) che moduleranno real time il traffico, rileveranno incidenti, certificando responsabilità, aiutando a sanzionarle con rapidità e senza truffe degli assicurati alle assicurazioni; nulla dissero sulla truffa inversa.
Lo smartphone additerà il parcheggio più prossimo e le bizze del traffico. In autunno il database capitolino avrà mappato i punti a rischio, dove collocare i sensori, neanche a dirlo, intelligenti. Le minicar truccate nel frattempo saranno fuori legge e lo smisurato anaconda d’auto che oggi m’ha divorato sarà solo un lontano ricordo? Tre mesi? Uhm…va bene, non sarà così presto… ma è un altro passo avanti del Grande Fratello? Humphrey sempre sornione: “È la tecnologia, bellezza” ma egli non pagò 600 euro d’assicurazione per 14 bolsi cavalli fiscali, sitibondi di rincarante benzina.
Paga tecnologia, va’ più spedito col Gps, paga i semafori intelligenti, ma le polizze Rc auto salgono come sequoie e la benzina è come champagne. Humphrey si ravvede: “È la stampa, bellezza: non è intelligente come i semafori e non difende i consumatori”. Il tiggì dice che questo luglio sarà caldo. Ma davvero !?!

19 Luglio 2010