Derba (Hp Italia): "Liberiamo l'innovazione IT"

AZIENDE

Il country manager Software&Solutions: "Strategie coerenti, ma puntiamo a essere più proattivi"

di Elisabetta Bevilacqua
Da pochi mesi Country Manager Software&Solutions di Hp Italia (l’unità che integra sia i team di vendita e consulenza sui prodotti software, sia quelli degli specialisti dedicati a realizzare le attività progettuali ad essi associate), Mario Derba rilascia al Corriere delle Comunicazioni una delle prime interviste nella sua nuova posizione.Inevitabile una domanda sulla percezione di Hp dall’interno, dopo le esperienze con altre grandi multinazionali dell’IT dove ha avuto ruoli di responsabilità: Ibm, dove è stato per oltre venti anni, e Microsoft Italia dove è stato Ad.

“L’immagine che avevo, da giovane ingegnere, di Hp come di un’azienda di grandi professionisti, l’ho ritrovata anche dall’interno”, ricorda Derba, che ha iniziato la sua carriera in Ibm invece che in Hp, per sua ammissione, più per una serie di coincidenze che per una vera scelta. Hp ha dunque mantenuto la fisionomia originaria nonostante i numerosi merger. “Ci sono però spazi di miglioramento. Dovremmo essere più proattivi, evitando eccessi di aggressività commerciale - sottolinea Derba -. Il cliente si aspetta dal partner, dal ruolo cioè che vogliamo ricoprire, la proposta di nuove idee. In questo senso l’ingresso di Eds, notoriamente più attiva sul cliente, potrà probabilmente aiutarci”.

Nel mondo di Hp, del tutto diverso da quello di Microsoft da cui proviene, Derba sembra, da ingegnere, trovarsi decisamente a proprio agio. “La vocazione di Hp è tutta rivolta all’ottimizzazione dell’infrastruttura e a renderla fruibile come servizio. Non vogliamo fare tutto e proprio per questo siamo credibili - spiega -. La nostra offerta è esattamente quello che oggi richiedono le aziende: ridurre la spesa di gestione ottimizzando l’esistente per liberare risorse da riservare all’innovazione. L’alternativa sarebbe ridimensionarla o posticiparla a tempo indeterminato”.

Le acquisizioni Hp passate e future hanno dunque l’obiettivo di completare lo spettro di offerta, alla cui evoluzione contribuiscono ingenti investimenti in R&S (dell’ordine dei 400 milioni di dollari), e che allo stato attuale si articola in quattro blocchi.
Il cuore è il Business Technology Optimization (Bto), che consente l’ottimizzazione nell’ambito dei singoli silos informativi e dell’interazione fra questi, oltre al dialogo verso il business.

Il Cio, una volta che ha in mano il cruscotto di governo dell’IT, può infatti dialogare con le controparti aziendali, definire le priorità rispetto alle richieste, suggerire decisioni make or buy. “Come sostiene un mio collega, il Bto rappresenta per il Cio ciò che i moduli finance di Sap rappresentano per il Cfo; fornisce cioè gli strumenti per governare la macchina dell’IT, che significa avere il controllo su ciò che accade, sui tempi di rilascio, sui costi - spiega Derba -. In questo mondo, a detta degli analisti siamo leader nel mondo, come in Emea e in Italia”. A completare l’offerta, l’Information management per protezione dati e archiviazione, la macchina data warehouse che consente l’ottimizzazione del business, la soluzione per telco e media per ottimizzare la customer perception.

20 Aprile 2009