Cloud e netbook fanno volare l'open source

IT WATCH

di Elisabetta Bevilacqua
Negli ultimi tempi i riflettori mediatici si sono spenti sull’open source, ma nel frattempo il fenomeno si è diffuso in modo carsico e potrebbe trarre nuove opportunità dall’attuale situazione economica. “È tempo di crisi e l’open source potrebbe essere una delle leve per una nuova generazione di servizi informatici low cost. Il software open source è di qualità, ma soprattutto non costa”, sostiene Stefano Micelli, direttore di Tedis, commentando la ricerca realizzata per conto di Sun dalla Venice International Università, dove è professore. Un’ipotesi avvalorata dalle previsioni fatte da Idc sulla crescita di Linux, che dell’open source è l’emblema.

Il 53% degli intervistati da Idc stanno pianificando un incremento di adozione di Linux sui server e il 48% sui client come diretta conseguenza dell’attuale clima economico. Sul lato server Linux si è mostrato affidabile ed è diventato il sistema di elezione per molti cloud provider e sviluppatori indipendenti di software. Gartner prevede ad esempio che, entro il 2013, il 90% dei provider leader di mercato nel cloud-computing dipenderanno dal Oss per prodotti e servizi. Al successo sul desktop, dove finora Linux è stato meno gettonato, potrebbe contribuire oggi la penetrazione dei netbooks, del numero crescente di applicazioni Web-based, la diffusione di device con Linux pre-caricato nonché la guerra senza frontiere di Microsoft contro la pirateria.

Per tornare all’Italia, la ricerca di Viu sopra citata, realizzata su 218 imprese del Made in Italy distribuite sul territorio nazionale, conferma la vocazione di software middleware dell’open source: nel 76,4% dei casi è presente nelle infrastrutture abilitanti per il Web ed in generale nei sistemi operativi lato server. Seguono le applicazioni di Office Automation dove è utilizzato dal 67,7% delle aziende con un fatturato tra i 26,1 e 51 milioni di euro e nella messaggistica aziendale, dove le soluzioni aperte si attestano rispettivamente al 45,5% e al 40%.

Significativi a questo proposito i numeri Plio (l’associazione della comunità italiana di OpenOffice): nel 2008, la versione italiana di OpenOffice.org è stata scaricata oltre 5 milioni di volte, il triplo rispetto al 2007, un ritmo di crescita continua anche nel 2009, con una media è di oltre 20.000 download durante la settimana. Secondo l’indagine Viu, sono soprattutto le aziende medie, quelle con un fatturato compreso tra i 13,1 ed i 26 miliardi di euro, a rivolgersi all’Oss, con una quota del 35%. E soprattutto da loro verrà un’ulteriore crescita.

Nel 75% dei casi infatti chi ha già utilizzato soluzioni aperte si dichiara più predisposto ad adottarne altre, mentre il pregiudizio di chi non le ha mai utilizzate resta piuttosto alto: il 70% dei non-utenti si dichiara poco o per nulla propenso all’adozione di applicazioni Oss. “La grande lacuna comunicativa di cui ha sofferto per molto tempo l’open source (tranne che per Firefox che è una eccezione da questo punto di vista) potrebbe essere superata proprio perché si sta formando una domanda più attenta e sensibile”, sostiene Marco Bettiol, ricercatore Università di Padova e del Tedis.Certo un contributo dovrà venire dall’offerta, ancora inadeguata, come evidenza Roberto Galoppini, specialista e consulente di open source software.

“Molte piccole imprese del mondo open non hanno ancora imparato la logica della rete; non riescono a far valere una propria specializzazione perché non sanno chi chiamare al telefono quando il progetto scala verso l’alto per complessità e dimensione. Sono piccoli che lavorano coi piccoli”. Ma superata la fase “ideologica”, stanno emergendo nuovi operatori capaci di mettere insieme la partecipazione attiva alle comunità open source e la giusta attenzione al mercato. “Dopo una fase di sperimentazione, si stanno affacciando sul mercato imprese che hanno smesso di scommettere sul modello open source in sé, puntando - commenta Micelli - sulla possibilità di utilizzare in modo economicamente sensato un software che ha oggi caratteristiche di qualità e flessibilità superiori”.

20 Aprile 2009