Ibm, le revenue deludono: l'euro debole "mangia" 500 milioni

TRIMESTRALE

Utili superiori alle attese nel secondo trimestre, ma il giro d'affari cresce solo del 2%. La causa? La mancata ripresa della spesa IT da parte delle aziende

di Patrizia Licata
E’ ancora lenta la ripresa della spesa aziendale in tecnologie, traino fondamentale della crescita economica, e la trimestrale Ibm ne è la dimostrazione. E’ questo il commento del Financial Times ai risultati del secondo quarter resi noti da Big Blue, in cui gli utili continuano a marciare, ma il fatturato registra performance inferiori alle aspettative.

Nel dettaglio, Ibm ha riportato utili in rialzo del 9,1%, per 3,39 miliardi di dollari (2,61 dollari per azione), in aumento del 9,1% rispetto ai 3,1 miliardi di dollari dello stesso periodo di un anno fa (e al di sopra delle previsioni degli analisti). Invece il giro d’affari è cresciuto solo del 2%, attestandosi a 23,7 miliardi di dollari. Gli analisti puntavano su 24,2 miliardi, ma Ibm ha spiegato che nel trimestre l’impatto delle valute ha intaccato il fatturato di 500 milioni di dollari.

Big Blue nega che i suoi risultati siano l’indizio di una ripresa che ancora stenta a prendere piede: “Non c’è stato un peggioramento della spesa da parte delle aziende nel secondo trimestre”, ha dichiarato Mark Loughridge, chief financial officer. Tutte le divisioni del gruppo e tutte le aree del mondo in cui Ibm opera sono in crescita rispetto ai primi tre mesi del 2010, ha aggiunto. Tuttavia, nota il Ft, gli investitori non sono del tutto convinti. In particolare, preoccupa la diminuzione del 12% nel valore dei nuovi contratti firmati dalla divisione servizi di Ibm, che rappresenta quasi il 60% delle sue revenue.

Gl executive di Big Blue, al contrario, sono ottimisti. La ripresa sarà ancora più sostenuta nella seconda metà della’anno, hanno detto, anche grazie ai nuovi cicli di prodotto nella divisione hardware: ci sono nuovi mainframe e server high-end che arriveranno sul mercato nei prossimi mesi e che dovrebbero accelerare la crescita delle vendite di questo business, che hanno segnato solo un +3% nel secondo trimestre.

Il Chief executive Sam Palmisano, anzi, ha chiarito che l’ottimismo sulle vendite di prodotti hardware è tra i principali fattori che spingono Ibm ad alzare le stime per l'intero anno: i profitti dovrebbero arrivare "almeno a 11,25 dollari per azione", vicino alle attese degli analisti, che puntano su un utile di 11,27 dollari.

20 Luglio 2010