A Shanghai boom di presenze per "Italia degli Innovatori"

EXPO 2010

Oltre 200mila presenze nei primi cinque giorni della kermesse. Il consigliere del ministro Brunetta, Antonio Cianci: "La nostra tecnologia è all'avanguardia"

di Enzo Lima
Con oltre 200 mila visitatori nei primi 5 giorni, la mostra Italia degli innovatori, si avvia ad essere uno dei principali successi dell’Expo di Shanghai. L’idea di unire una mostra multimediale che raccolga il meglio delle innovazioni italiane del passato e del presente e un insieme di incontri tra gli innovatori italiani e le principali realtà dell’industria e della ricerca cinese, sta piacendo molto ai cinesi, che oltre a riempire la mostra, accorrono numerosi ad incontrare le imprese italiane presenti a Shanghai per il concorso Italia degli Innovatori.

Il motivo lo spiega Antonio Cianci, consigliere del ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta, ideatore del progetto: “Italia degli innovatori nasce dalla volontà di offrire alle innovazioni italiane una vetrina di altissimo livello per mostrarsi al grande pubblico internazionale che sta visitando l’Expo, e per incontrare nuovi partner con cui, se ci saranno le condizioni, sviluppare buoni affari insieme. L’Italia è nota in Cina per il design, per i prodotti di lusso e per il suo lifestyle.” - continua Cianci – “Il nostro obiettivo e fare conoscere ai cinesi un’altra Italia, fatta di tecnologia di altissimo livello, di innovazioni di avanguardia anche in settori che spesso si pensa che siano di appannaggio di altri paesi”.

Il progetto è partito lo scorso anno, quando sono state invitate imprese, università e centri di ricerca italiani a segnalare al ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione le loro migliori innovazioni. Ne sono state selezionate 265 che sono attualmente rappresentate a Shanghai.
“Oltre a realizzare una mostra che permettesse al grande pubblico dell’Expo di conoscere un’Italia diversa dai soliti stereotipi, un’Italia forte nelle tecnologie e nell’innovazione” – prosegue Cianci - “ abbiamo organizzato, per gli imprenditori e per i ricercatori che hanno partecipato, un insieme di incontri business to business per favorire la reciproca conoscenza e, perché no, per favorire lo sviluppo di buoni affari e di possibili futuri guadagni”.
Con questa formula innovativa, che unisce cultura e business, si è voluto offrire alla Cina una immagine diversa dell’Italia, legata alle sue eccellenze tecnologiche, spesso poco conosciute. Il format, come ha confermato ieri il prof. Sun Zhenhxin, direttore generale dell’Association of Shanghai Science & Technology Intitutes, rivolgendosi agli imprenditori italiani presenti a Shanghai per l’iniziativa Italia degli innovatori, sta avendo grande successo. “Quando conosciuto il dott. Cianci per il progetto Italia degli innovatori pensavo che l'innovazione in Europa fosse solo in Germania. Oggi grazie a questo progetto ho capito, insieme ai miei colleghi, che l'Italia ha tantissimo da dire e da fare nelle tecnologie.

La mostra, che presenta le innovazioni del passato e del presente è molto istruttiva: non sapevo che il telefono, la radio, lo scooter, l'energia atomica e il polietilene fossero state inventate da italiani. Così come sono molto importanti gli incontri tra le imprese cinesi e gli innovatori selezionati dal progetto: non avevo idea di quanto l’Italia fosse all’avanguardia in molti settori della tecnologia. Gli incontri organizzati dal dott. Cianci con i più importanti centri di ricerca di Shanghai e con le imprese cinesi non sono solo scambi di bigliettini, come avevo immaginato, ma incontri seri tra gente preparata che può, e che farà - ne sono convinto - buoni affari”.

Il gradimento arriva anche dalle imprese partecipanti, come conferma, ad esempio, Massimo Bernasconi, titolare della Cim, una delle imprese selezionate dal concorso, che grazie alla sua vernice antismog è tra le star dell’iniziativa: “Ci credevo molto prima e ci credo ancor più ora, che ho visto con i miei occhi lo svolgersi dell’iniziativa. Grazie a questo evento sono entrato in contatto con importanti aziende cinesi, molto interessate ai nostri prodotti”.
Se la mostra ha lo scopo di mostrare al pubblico dell’Expo i tratti salienti dell’innovazione, gli incontri con le imprese cinesi sono molto importanti, in quanto dallo scorso anno, a fronte della riduzione della domanda internazionale, la Cina si è trovata nella necessità di avviare un importante processo di supporto ai consumi interni.

In questo scenario ribaltato, in cui i Paesi di tutto il mondo stanno facendo a gara per proporsi come fornitori di tecnologie alla Cina, l’Italia deve essere in grado di cogliere questa “opportunità della crisi”. Lo spazio c’è. Il nostro Paese è già oggi il quinto partner commerciale della Cina e nel 2010 questo è uno dei mercati in cui l’Italia sta crescendo di più. Dal 2001, anno dell’ingresso della Cina nel Wto, l’interscambio è passato da 7,8 miliardi di dollari ai 40 attuali, con una crescita, nel primo trimestre del 2010, delle esportazioni italiane verso la Cina del +24,7% sul 2009. E sono cifre ancora piccole, rispetto al potenziale. Motivo per cui, la buona rappresentazione che l’Italia sta dando di se all’Expo va sfruttata bene, soprattutto nei settori legati al tema dell’Expo.
Questo progetto è il primo in cui si promuove l’innovazione italiana sia facendo cultura, con la mostra dedicata al grande pubblico che visita l’Expo, sia supportando le esportazioni, mediante gli incontri tra gli imprenditori italiani e l’establishment cinese, il tutto sotto il cappello del governo italiano, fatto, questo, molto apprezzato sia dagli interlocutori cinesi, sia dagli stessi imprenditori italiani che percepiscono come la presenza, a loro fianco, del governo, li faciliti nei rapporti con le aziende cinesi.

“Siamo convinti che ci sia un substrato di innovatori poco conosciuto e vogliamo farlo emergere. Vogliamo valorizzare le idee e ci sarà interlocuzione da parte del mio ministero con questo tessuto di progettisti che continuerà nel tempo” afferma Cianci - “I grandi eventi come l'Expo, hanno un impatto diretto, immediato, che è quello che avviene durante le giornate dell’esposizione, ma anche un impatto indiretto che è costituito dai rapporti professionali, umani, culturali, economici ed aziendali che rimangono dopo. L’Expo non finisce a ottobre. No, rimarranno le relazioni, i beni relazionali, che sono uno degli elementi che favoriscono la ripresa economica e lo sviluppo.

“Questo progetto, che il ministro Brunetta vuole estendere, nel prossimo anno, oltre che alla Cina anche ad altri paesi come Russia, India e Brasile, vuole essere una “fiera di persone”, dove non sono esposti gli oggetti, ma gli uomini e le donne che hanno messo in pratica grandi idee. Italia degli innovatori, grazie all’Expo 2010 – continua Cianci – ha consentito a tante aziende italiane di conoscere la Cina attraverso la porta principale. E anche di mostrare al mondo cosa siamo veramente capaci di fare”.
Non si tratta di una iniziativa mordi e fuggi. Come ha affermato Renzo Turatto, Capo Dipartimento per la Digitalizzazione e l’Innovazione: “Il progetto ha un respiro più ampio ed è il primo passo di una politica di promozione dell’innovazione italiana. Vuole dare visibilità internazionale all’eccellenza tecnologica italiana, spesso nascosta e poco visibile a livello istituzionale”.

29 Luglio 2010