Sviluppatori di software, in Italia non si trovano

LAVORO

Secondo il rapporto Unioncamere-ministero del Lavoro le aziende sono in cerca di 2300 esperti in piattaforme informatiche, ma oltre il 40% delle domande di lavoro rimane senza risposta

di Enzo Lima
L’Italia a secco di sviluppatori software. A scattare la fotografia il rapporto Excelsior di Unioncamere-ministero del Lavoro che mette in risalto il grande problema del disallineamento qualitativo tra domanda e offerta di lavoro.
Tra le high-skill ricercate ma spesso non trovate spiccano gli sviluppatori: 2300 quelli richiesti dalle aziende, il 41,8% "introvabili". La prima posizione spetta agli addetti al marketing (1.300 quelli richiesti, la metà dei quali non si trova), gli infermieri (4.500 assunzioni previste, di cui il 49,9% difficili), e farmacisti (oltre 1.200 le richieste ma per il 45,8% ci sarebbero difficoltà di reperimento).

La ricerca rileva che per oltre 147.000 assunzioni messe in programma nel 2010, le imprese segnalano serie difficoltà di reperimento, pari quest'anno al 26,7% delle entrate programmate, 6,2% in più del 2009. Non a caso - segnala il Rapporto - le difficoltà di reperimento per il ridotto numero di candidati o per la loro inadeguata preparazione, è massimo (48%) per i dirigenti, poco inferiore per le professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione (35,5%) e per gli operai specializzati (35,2%), mentre si riduce progressivamente per le altre famiglie professionali.

29 Luglio 2010