La prova digitale, per gli avvocati un aumento di lavoro

RICERCA SYMANTEC

Secondo una ricerca Symantec i professionisti europei del foro ritardano le cause per difficoltà nella gestione dei dati elettronici. La soluzione? Le piattaforme di e-discovery

di Federica Meta
Troppe informazioni digitali. E gli avvocato europei si trovano in difficoltà a gestirle. A scattare la fotografia una ricerca condotta da Symantec su 5mila avvocati operanti in Europa da cui emerge che i professionisti del settore giuridico riscontrano una grande difficoltà nel gestire l’ingente quantitativo di informazioni archiviate elettronicamente che oggi rappresentano una prova legale a tutti gli effetti.

Gli intervistati hanno tutti dichiarato di aver perso tempo o comunque ritardato una causa negli ultimi due anni, o di essere stati sanzionati da parte del tribunale perché non sono stati in grado di individuare e fornire le cosiddette Electronically Stored Information (Esi), ovvero le prove archiviate elettronicamente. Inoltre più della metà degli intervistati (51%) ha ammesso di aver avuto problemi ad identificare e recuperare le prove archiviate elettronicamente (procedimento conosciuto anche come e-discovery) negli ultimi tre mesi.

La ricerca evidenzia inoltre che se da una parte la scarsa disponibilità di “prove digitali” può intralciare i procedimenti legali, dall’altra la capacità della tecnologia di identificare e raccogliere informazioni rilevanti tra milioni di file elettronici ha avuto un impatto estremamente positivo in numerosi casi nella regione Emea. Il 98% dei legali intervistati ha dichiarato che le “prove digitali” recuperate nel processo di e-discovery si sono rivelate essenziali per il successo dei procedimenti legali in cui sono stati coinvolti negli ultimi due anni.

Per quanto riguarda invece la percezione del successo delle attività di ricerca tramite e-discovery applicata alla crescente quantità di Esi, lo studio rivela un potenziale distacco tra la preparazione percepita e le reali capacità. Più del 69% degli intervistati ha dichiarato di essere “molto preparato” nel recuperare gli Esi relativi a cause importanti o a problematiche di conformità. Eppure, il 60% degli intervistati ha anche ammesso di aver incontrato delle difficoltà con la quantità di informazioni che ha dovuto ricercare; il 29% si è lamentato di non aver avuto abbastanza tempo per condurre indagini accurate; e il 24% ha dichiarato la carenza di una tecnologia sufficientemente sofisticata di E-Discovery per effettuare una ricerca efficace.

Quando è stato chiesto agli avvocati che tipo di aiuto si aspettavano, il 57% ha richiesto specificatamente “miglioramenti nella tecnologia di ricerca usata per individuare, conservare e processare le Esi” attraverso misure quali una nuova legislazione che regolamenti la presentazione delle prove in formato digitale o collaborazioni internazionali più forti.

“Mettere insieme delle prove rilevanti per vincere una causa era decisamente difficile quando bisognava spulciare pazientemente centinaia se non migliaia di documenti cartacei - spiega Sharon White, Product Marketing Manager di Symantec - l’aumento dei dati elettronici implica che oggi gli investigatori hanno a che fare con milioni di file. La nostra ricerca evidenzia che nonostante i legali si sentano preparati, il fatto che abbiano tutti perso delle cause o dei processi a causa della difficoltà nel recupero di “prove digitali” dimostra la necessità di dover fare di più per ottenere risultati positivi nei procedimenti legali. La buona notizia è che i legali riconoscono come la tecnologia di E-Discovery permetta di trovare una “prova digitale” in maniera efficiente, veloce e soprattutto gestibile”.

09 Settembre 2010