Ibm svela zEnterprise il "sistema di sistemi"

TECNOLOGIE

Mix di computing, storage e applicazioni nella nuova "creatura".  Previtera: "Il mercato IT non sta andando verso la commodization"

di Gian Carlo Lanzetti
I data center di oggi non sono più adatti per i compiti che li attendono in futuro. Un futuro che è già presente sia che lo si osservi dalla parte dei dati (terabyte di dati online strutturati e petabyte di dati non strutturati real time), delle transazioni (ormai si è in presenza di transazioni sempre più complesse con analytics in real time) e sicurezza (sempre più di natura anche preventiva). Se questa è l’evoluzione il mercato ha bisogno di nuove proposte infrastrutturali che siano, rispetto a quelle tradizionali, più intelligenti, modernizzare negli accessori (non più solo hardware ma anche software) e interconnesse tra loro.

La risposta di Ibm a queste esigenze è lo zEnterprise. “La società ha concepito questo ‘sistema di sistemi’, non ‘sistema dei sistemi’ come un erroneamente presentato da una certa stampa, con un preciso obiettivo: mettere a disposizione delle imprese, di tutte le dimensioni anche se le principali candidate sono le grandi, una infrastruttura in grado di gestire differenti workloads, giocando sulla potenza dei microprocessori che sono al suo interno e la caratteristica delle loro prestazioni. Nei database transazionali ci sono migliaia di utenti e un numero elevato di transazioni. Nelle applicazioni analitiche invece gli utenti sono pochi con tante variabili da valutare. Idem nel business process management dove si orchestrano contemporaneamente servizi multipli. Con zEnterprise Ibm è in grado di soddisfare carichi di lavoro con caratteristiche diverse”.

Questo in estrema sintesi il messaggio al mercato di Gianfranco Previtera, vice president strategic initiativeIbm Italia. zEnterprise è un sistema pensato per il cloud computing perché ottimizzato per un mix di computing, storage e applicazioni. Elementi che segnano il ritorno al mainframe di una volta, ma riveduto in chiave moderna. Non solo una montagna di ferro ma anche applicazioni.

Solo Ibm ha provveduto ad “ammodernare” più di 200 software mentre un numero elevato di sviluppatori sta provvedendo al corredo, che si prevede ampio. “Dal nostro punto di vista - ha aggiunto l’ex responsabile per l’hardware – il mondo dell’IT non sta andando verso la commodization. Noi investiamo in un’area, quella dei grandi sistemi, dove gli investimenti della concorrenza si stanno assottigliando”. Alcuni numeri. Nel 2009 Ibm ha speso in R&S sei miliardi di dollari, di cui quasi il 50% nell’area dei sistemi, che contribuisce per meno di un terzo al fatturato. Evidentemente nella visione di Ibm l’hardware fa da traino si servizi e alle applicazioni. Non è chiaro se con questa iniziativa la società intenda giocare in difesa o in attacco come sembrerebbe e dicono le maggiori share di mercato messe a segno negli ultimi anni. Nel nuovo “z” la società ha investito più di due miliardi di dollari.

In Italia la società ha sensibilizzato i circa 300 clienti che usano i suoi potenti sistemi, quindi i più probabili candidati alla adozione dello zEnterprise, ma ha anche già pronta una lista di prospect con cui ha iniziato a valutare la migrazione. Le argomentazioni? “Il consolidamento dei diversi carichi di lavoro – puntualizza Previtera – ripartiti su migliaia di server in un solo sistema permette riduzioni dei consumi energetici fino all’80%, la riduzione dello spazio occupato fino al 90%, la contrazione di costi delle licenze software fino al 90% e la riduzione del total cost of ownership fino al 70%”.I capitali da mettere sul tavolo per provare? Non meno di un milione di euro.

15 Settembre 2010