Cloud travolgente, arriva la rivoluzione 3.0

IL CONVEGNO DEL CORRIERE DELLE COMUNICAZIONI

Dal convegno del Corriere delle Comunicazioni emerge che anche l'Italia è pronta al cambio di passo dell'informatica. Sacco (EmtER Bocconi): "Processo inarrestabile, la sua forza è il prezzo"

di Elisabetta Bevilacqua
Altro che vaporeware. Il cloud computing è una rivoluzione vera che sta alla vecchia informatica come la carrozza trainata dai cavalli sta a una Ferrari. Lo ha ricordato Francesco Sacco (scarica qui la relazione), professore di Strategia aziendale presso l'Università dell'Insubria e Managing Director del Centro di ricerca EmtER della Bocconi, nello scenario che ha introdotto la vivace tavola rotonda organizzata ieri a Milano del Corriere delle Comunicazioni alla presenza di un centinaio di persone che affollavano la sala: "Un processio inarrestabile - ha detto Sacco - e la sua forza è nel prezzo"..

Già consolidato nel mondo consumer (leggi Facebook, Twitter, le Google apps), il paradigma cloud è destinato a investire anche il mondo delle imprese, nonostante i molti gli ostacoli ancora da superare affinché le sue potenzialità vengano davvero sfruttate. Il cloud è infatti già nell’agenda dei Cio delle top 500 aziende a livello mondiale, secondo una recente survey riportata da Sacco.

Mentre,sul versante offerta, vede investimenti milionari in acquisizioni di aziende di nicchia ma critiche, come ha confermato Vito Carlucci senior Technical Consulting Emc Emea, ricordando gli investimenti della sua azienda per completare l’offerta in area virtualizzazione e cloud. “Il futuro del data center sarà sul cloud”, ha sostenuto, ponendo fra le condizioni l‘adeguamento delle attuali architetture It aziendali.

Il cloud è “inevitabile” per le start-up. “Senza il cloud non saremmo mai nati”, ha ricordato Piero Rivizzigno, Ceo di Glossom, market place internazionale per creativi. “Senza la flessibilità del cloud il costo dell’infrastruttura non sarebbe sostenibile”, ha affermato Fabio Pirovano di Docebo, che opera all’ambito dell’e-learning, un settore con elevata stagionalità.

Non sono però solo le start up a trarre vantaggio dal cloud se un player britannico come Royal Mail Group, non ha esitato mettere in campo un progetto cloud per ridurre i dei costi e, soprattutto per assicurarsi la flessibilità necessaria per poter supportare l’espansione e la diversificazione in nuove aree di business basate su web, come ha ricordato Marco Boano, vicepresident Technology Services Capgemini Italia.
“E’ però impensabile che una banca sposti su un cloud pubblico i suoi dati riservati o che una telco ci metta il suo billing”, hanno obiettato dal pubblico. Non sono certo queste le aree in cui il cloud dà il meglio di sé per le imprese medio grandi; preferibile puntare, per ora, su collaboration, integrazione dei partner e di nuove aziende acquisite, il social networking, l’apertura di nuove aree di business…
Per cogliere però questi vantaggi vanno superate resistenze di tipo culturale e psicologico. “Molti Cio considerano il cloud una minaccia per il proprio ruolo, senza pensare che l’hanno già perso se si limitano ad amministrare il budget per sostituire l’hardware”, ha sottolineato Antonio Baldassarra, ceo di Seeweb. Sulla stessa lunghezza d’onda Marco Maffè di T-Systems (scarica qui la relazione) che ha ricordato come la sfida non sia tecnologica: “I Cio che gestiscono un budget come strumento di potere, potranno, grazie al cloud trasformarsi in uomini di business, capaci di allineare l’infrastruttura alle esigenze aziendali”. Maurizio Martinozzi, manager Sales Engineering di Trend Micro Italy ha confermato la necessità di superare gli alibi tecnologici, come la sicurezza, che in the cloud può essere gestita in modo altrettanto adeguato che nel mondo tradizionale.

Meglio concentrasi sugli ostacoli reali: la quantità e la diffusione della banda nel nostro paese e l’inadeguatezza di modelli contrattuali stile Google o Facebook che, se possono essere accettabili per i singoli, non sono adeguati per il business. O ancora, la difficoltà di ritornare sui propri passi, come ha evidenziato Carlo Caifa del Club Ti di Milano, sulla base della sua esperienza di Cio: “Recuperare i propri dati se si è fatta la scelta di un’applicazione critica on the cloud non è affatto semplice, anche a causa della non standardizzazione dei formati”.

Ma nonostante le criticità emerse, il cloud è già qui, pronto a mettere in discussione l’IT e il web, come fino ad ora li abbiamo pensati. E una delle scintille della rivoluzione sarà la mobilità, come ha evidenziato Romeo Quartiero, presidente di DS Group.

22 Settembre 2010