Microsoft, dividendo a +23%. Soddisfatti gli azionisti ma non il mercato

MERCATO

Il colosso americano finanzia l'operazione con un bond da oltre 2 miliardi di dollari in quattro tranche. In questo modo non intaccherà la cassa da 36 miliardi

di Patrizia Licata
Microsoft sfrutta il costo del denaro eccezionalmente basso per emettere un bond, che le consentirà di aumentare la remunerazione dei propri azionisti senza intaccare la liquidità di 36 miliardi in cassa a fine dell'ultimo trimestre. Secondo le prime indiscrezioni riportate da Milano Finanza si tratterebbe di un bond senior da oltre 2 miliardi di dollari, suddiviso in quattro tranche, con scadenza a tre, cinque, dieci e trenta anni. L’operazione dovrebbe essere curata da Barclays capital, Citigroup e Jp Morgan Chase.

Il prezzo è ancora da definire, ma per molti analisti il collocamento si rivelerà un successo completo. Microsoft vanta una solidità invidiabile: è una delle quattro società non finanziarie, insieme a Exxon Mobile, Johnson&Johnson e Automatic Data Processing, ad avere il massimo grado di fiducia sul debito da parte di S&P, che la pone allo stesso livello del debito di Stato. I titoli dovrebbero infatti ricevere un rating di Aaa da Moody’s, una tripla A da Standard & Poor’s e una AA+ da Fitch.

La notizia del bond segue a ruota la decisione assunta dal cda del 21 settembre di approvare una vendita di debito per un massimo di 6 miliardi di dollari. I proventi potranno essere utilizzati per finanziare le spese in conto capitale, operazioni di buyback azionario e, non da ultimo, acquisizioni.

Nell’ambito dello stesso consiglio di amministrazione Microsoft ha deciso di alzare il suo dividendo trimestrale del 23% portandolo a 0,16 dollari per azione. “L’aumento del dividendo, insieme con il piano di riacquisto di azioni proprie, riflette il nostro impegno a restituire il capitale ai nostri azionisti e la fiducia nella crescita del gruppo nel lungo termine”, ha commentato il direttore finanziario Peter Klein. L’ultimo aumento risaliva a settembre 2008; con questo riconoscimento agli azionisti, nel decennio chiuso il 30 giugno 2010 Microsoft ha restituito quasi 170 miliardi di dollari agli investitori fra dividendi e riacquisto di azioni.

Il colosso di Redmond non è il solo, nota Il Corriere della Sera: anche altri big tecnologici si sentono in dovere di “ricompensare” i propri azionisti. Oracle ha cominciato lo scorso anno a pagare dividendi e Cisco Systems partirà quest’anno. Il ceo di Xerox ha promesso un rialzo della cedola per il 2011. La regolarità nella distribuzione dei dividendi riflette, secondo il quotidiano milanese, il comportamento di gruppi maturi che non riescono a eguagliare i tassi di crescita e i guadagni in Borsa dei primi anni. E cercano quindi un’alternativa per attirare investitori più “conservatori”. Anche per questo, forse, la reazione del mercato non è stata positiva: il titolo Microsoft ha registrato sul Nasdaq una perdita del 2,7% a quota 24,5dollari, subito dopo la notizia.

23 Settembre 2010