Bruxelles rafforza le difese contro il cybercrime

INTERNET

La Commissione europea annuncia due proposte di direttiva: condanne fino a cinque anni di carcere per gli hacker e rafforzamento dell'agenzia Enisa

di F.M.
Il cybercrimine non è più un gioco da ragazzi ma può diventare un'arma di guerra, come dimostrato anche dall'attacco subito dall'Iran con il supervirus elettronico Stuxnet.

E l'Unione europea si prepara a rafforzare le sue “difese”. La Commissione europea ha annunciato oggi due proposte di direttiva per contrastare gli attacchi informatici, soprattutto quelli su grande scala che potrebbero mettere in pericolo la vita economica e sociale di interi paesi.

Nelle due direttive, annunciate dalle commissarie Cecilia Malmstroem (Affari interni) e Neelie Kroes (Agenda digitale), da una parte si prevede che nelle legislazioni penali di tutti i 27 stati membri siano introdotti i reati di creazione di software maligni, furto di identità, o anche di semplice password, e che le condanne siano uniformi e pesanti (fino a 2 anni di prigione, che possono salire a 5  quando gli attacchi sono lanciati su larga scala o vengono dalla criminalità organizzata).

Strumento principale dell'azione europea sarà il rafforzamento e la modernizzazione dell'agenzia Enisa, il cui mandato sarà esteso fino al 2017, dandole la possibilità di interfacciarsi con le autorità di polizia di tutti i paesi garantendo tempi di risposta entro 8 ore dall'attacco.

30 Settembre 2010