La nuova "era" dello storage è targata Ibm

SISTEMI

Big Blue lancia una nuova famiglia di soluzioni in grado di ridisegnare architetture e operatività dei data center. Di Calvio: "Gestiamo la crescita riducendo le complessità e, quindi, i costi"

di Gian Carlo Lanzetti
Oggi a Milano Ibm ha presentato in anteprima mondiale una nuova piattaforma per lo storage. Una sfilza di nuovi prodotti hardware, con qualche integrazione di software che di fatto pongono nelle mani dei Cio la possibilità di ripensare architetture e operatività dei data center.
Per Paolo Degli Innocenti, VP systems & technology group Ibm Italia “negli ultimi trentanni le configurazioni dei data center non sono molto cambiate se si escludono gli interventi per accrescere la capacità di computing. Adesso ci sono le condizioni e le tecnologie per un rithinking e non a caso i DC sono nella lista delle priorità dei Cio".

Ci sono almeno tre ordini di ragioni che spingono in questa direzione. L’esplosione nei dati, misurabili ormai in petabytes, con il 90% dei dati di tipo destrutturato. La crescita nella complessità delle transazioni, integrate a loro volta con analytics in tempo reale. E la sicurezza, che va prevenuta con tutti mezzi. In altri termini i tradizionali carichi di lavoro stanno cambiando e i Cio sono più che mai pressati da sfide contingenti e urgenti. Due in particolari meritano evidenza.

Le analisi in tempo reale e l’utilizzo sempre più diffuso dei devices mobili per transazioni, ad esempio nel settore delle carte di credito. A queste istanze Ibm risponde oggi con una proposta sviluppata all’insegna della completezza e della modernità”. La risposta della società non si limita alla fornitura di soluzioni infrastrutturali ma comprende anche software pensato per la gestione e automazione dei data server, tra cui far salire dal 15% al 70% il grado di utilizzo dei server.

“Non esiste – aggiunge ancora il manager di Ibm - una piattaforma per tutte le esigenze ma piattaforme specifiche e ottimizzate per le differenti tipologie di impieghi". Dopo i Power Systems in febbraio, i System x in marzo, lo zEnterprise in luglio, ottobre è il mese dei sistemi di storage.
“Oggi abbiamo annunciato la linea di offering storage più completa mai presentata sul mercato, che brilla per una serie di motivi, tra cui molto importante una stretta integrazione tra server e storage, di cui si sentiva molto il bisogno”.

Gli annunci odierni, ha puntualizzato Giovanni Calvio, storage paltform manager Ibm Italia, affrontano e risolvono un paradigma assai critico: gestire la crescita delle informazioni riducendo la complessità e quindi i costi. Come? Ricorrendo a tutti gli strumenti offerti dalle ultime innovazioni tecnologiche: data compression, data deduplication, automated tiering (spostare i dati allo storage più adeguato) e la virtualizzazione. Con uno dei nuovi prodotti, il sistema DS8800, Ibm garantisce un risparmio su tre anni di circa 112mila dollari negli Stati Uniti (di più in Italia dove l’energia costa maggiormente) a fronte di un investimento stimabile in mezzo milione di dollari.

07 Ottobre 2010