Oracle contro Hp, riparte il j'accuse

IL CASO

Si riapre il "caso Mark Hurd", ma secondo gli osservatori dietro la rinnovata polemica si nasconde l'agguerrita competizione sulle strategie

di Patrizia Licata
Dopo le recenti dichiarazioni che segnalavano una possibile tregua, Oracle e Hp sembrano di nuovo ai ferri corti e al centro della polemica c’è ancora Mark Hurd, l’ex Ceo di Hewlett Packard costretto ad agosto a dimettersi per il “sex-gate” e di recente assunto da Oracle come co-president. Ieri il nuovo chairman di Hp Ray Lane ha lanciato una serie di accuse contro Hurd sostenendo che il manager ha “ripetutamente mentito” al cda dell’azienda nel corso dell’indagine sulle presunte molestie sessuali che hanno portato al suo allontanamento.

Lane, uno dei grandi venture capitalist americani ed egli stesso un ex di Oracle (è stato presidente della compagnia dieci anni fa), si è lasciato andare alle pesanti dichiarazioni in una lettera spedita al New York Times, replicando a un articolo uscito nel fine settimana in cui il prestigioso giornale sosteneva che i passi falsi di Hurd sono stati poca cosa in confronto a quelli di Leo Apotheker, il nuovo chief executive di Hp. “Mr Hurd ha violato la fiducia del board ripetutamente mentendo ai suoi membri nel corso dell’indagine sulla sua condotta”, ha replicato Lane. Hp non ha voluto aggiungere spiegazioni e Hurd si è celato nel no comment.

Accuse a parte, secondo il Financial Times lo scontro di personalità evidenziato da queste polemiche nasconde le recenti trasformazioni strategiche di Hp che la stanno sempre più portando a una diretta rivalità con Oracle. Hp continua a vendere grandi computer su cui gira il software per database di Oracle, ma vuole anche vendere il proprio software. A sua volta, Oracle è entrata nel segmento computer comprando Sun Microsystems.

La vicenda dell’allontamento di Hurd da Hp è molto dibattuta negli Stati Uniti perché sembra non trovare una spiegazione convincente. Hurd ha fatto di Hewlett-Packard la più grande azienda dell’industria tecnologica. Eppure, è stato rapidamente allontanato. Nei giorni successivi alle sue dimissioni Hp ha dichiarato di aver portato alla luce delle spese inappropriate che nascondevano una relazione personale di Hurd con una ex attrice divenuta consulente di marketing e che organizzava feste per i clienti di Hp.

Questa spiegazione non ha mai convinto del tutto gli investitori e gli executive dell’industria tecnologica, perché Hp in realtà non ha dimostrato che ci fosse effettivamente una relazione fisica tra Hurd e la collaboratrice né ha potuto provare le accuse mosse dalla donna secondo cui il suo contratto non sarebbe stato rinnovato perché si era rifiutata di cedere alle avance del Ceo. L’ex numero uno di General Electric Jack Welch ha detto in un’intervista alla tv americana che il cda di Hp “ha diversi problemi” e che probabilmente la ragione del licenziamento di Hurd deve risiedere altrove.

Oracle comunque non è stata a guardare: il chief executive Larry Ellison ha attaccato il board di Hp sia prima che dopo aver assunto Hurd e questo mese ha dichiarato sul Financial Times che prendere Apotheker come Ceo è una scelta all’insegna della disonestà. Ellison si riferisce alla causa ancora in corso intentata da Oracle contro Apotheker per violazione della sua proprietà intellettuale ai tempi in cui Apotheker era dirigente di TomorrowNow, filiale di Sap; l’executive ha ammesso, in una recente deposizione in tribunale, di essere avuto accesso, senza la necessaria autorizzazione, al software di Oracle. Proprio questa vicenda era al centro del citato articolo del New York Times, ma Lane di Hp ha liquidato la questione scrivendo che Oracle “non ha mai potuto provare che Apotheker fosse coinvolto”.

12 Ottobre 2010