"Il cloud è un treno innovativo e non bisogna perderlo"

TREND

Grande successo a Roma per il secondo convegno dedicato al cloud organizzato dal Corriere delle Comunicazioni con Cdti, in collaborazione con l'Università Tor Vergata e il patrocinio dell'Agenzia per l'Innovazione. Per aziende e PA la "nuvola" è un valore aggiunto per innovare processi e servizi

di Patrizia Licata e Federica Meta
Un convegno che ha visto confrontarsi tra PA e aziende per “vivisezionare” le opportunità legate all’adozione del cloud computing. Lo ha organizzato il Corriere delle Comunicazioni con Cdti e la collaborazione dell’università di Roma Tor Vergata presso la Biblioteca Nazionale di Roma, con il patrocino dell’Agenzia per l’Innovazione.
La prima sessione ha focalizzato l’attenzione sulla “nuvola” nelle pubbliche amministrazioni. Dopo il saluto di Giorgio Dori, presidente di Cdti, l’apertura dei lavori è stata affidata a Carlo Patrucco, Vp Consulting Gartner, che pone subito l’accento sulla forte interconnessione tra Internet e cloud. “Quali sono gli effetti più visibili di questo legame? Per prima cosa l’estensione: il che significa, ad esempio, avere una navigazione più ricca, un’automazione più efficace. E poi ciò che ha fatto il successo della nuvola: la scalabilità e la riduzione dei costi”.

Tutto “bello” dunque nel cloud? “Non proprio - puntualizza Patrucco -. Restano ancora aperti problemi legati alla sicurezza e alla portabilità dei dati, che in ambienti virtualizzati ancora rappresentano un freno”.

Freno che nelle amministrazioni può diventare un ostacolo, come sottolinea Emilio Frezza, direttore del Dipartimento Risorse tecnologiche e Tlc del Comune di Roma, nel panel moderato dal Vp di Cdti, Roberto Galoppini. “La PA ha una sua specifica mission che è quella della conservazione delle info dei cittadini - precisa Frezza -. In questa prospettiva il controllo del dato deve essere sempre possibile e puntuale”. Ecco perché Frezza auspica una transizione verso l’open government dove all’ente resta il compito di conservare i dati e al mercato sviluppare servizi collegati a quei dati.
Tra gli enti quella che può essere considerata a buon titolo una best practice è l’Istituto del Commercio Estero (Ice). Giuseppe Maria Armenia, ceo di RetItalia (Ice), ha svelato il segreto di quell’eccellenza. “Dal 2009 abbiamo iniziato a far migrare il servizio e-mail - racconta Armenia -. Si tratta di oltre 2mila caselle che funzionano in 80 Paesi del mondo per un totale di 10 terabyte di flusso ogni anno”. La scelta di Ice è ricaduta su Google Apps grazie al quale sono migrate, dal 2009 ad oggi, già il 75% delle caselle.

Anche il ministero dell’Economia e delle Finanze ha messo in campo la roadmap che lo porterà “sulla nuvola”. “Il primo passo è la virtualizzazione di parte del Ced - spiega Francesco Castanò, coordinamento informatico del Mef -. La migrazione ha permesso un’ottimizzazione delle risorse e una riduzione del 50% dell’energia di alimentazione. Con una ricaduta positiva sui costi totali”.

Per Mauro Draoli, di DigitPA e docente dell’università Tor Vergata, “perché il cloud diventi realtà è necessario risolvere tutte le criticità relative alla privacy e alla sicurezza dei dati. La valutazione del rischio deve essere il ‘faro’ nelle scelte dei manager pubblici”.

In questo scenario quali sono i consigli dei fornitori alle PA? Per prima cosa riconsiderare l’architettura di protezione, visto che le minacce nelle virtual machine saranno del tutto nuove. “Oltre alla difesa degli endpoint e dei gateway - suggerisce Maurizio Martinozzi, manager Sales Engineering per Trend Micro - bisogna puntare alla formazione del personale”. E proprio nell’ottica di una maggiore protezione sono create le piattaforme di Redmond. “Le soluzioni sviluppate da Microsoft rispondono al bisogno di sicurezza - dice Pier Paolo Boccadamo, direttore Strategie di Piattaforma, Microsoft Italia -. Forniamo agli enti tutti e tre i livelli di cloud: il software, la platform e l’infrastructure as a service ad alte prestazioni di security”.

Per Lorenzo Lumassi, Technology Solutions director Emc Global Services “è importante che la PA sia pronta a cambiare l’organizzazione interna per rispondere alle richieste di innovazione che la nuvola porta con sé”. Al di là degli “obblighi” il settore pubblico deve raccogliere la sfida della diversificazione del business che la tecnologica può generare. “Il cloud è un’architettura di servizio - spiega Massimo Boano, Vp Technology Services Capgemini Italia -. Per la PA questo vuol dire poter erogare servizi a valore aggiunto anche non core”.

Una sfida che la PA italiana dovrebbe raccogliere, avendo a mente quante risorse IT sarebbero spese. “La nostra soluzione Powua misura l’uso che si fa dei software ed erogare servizi a costi ridotti, a prescindere dalla piattaforma hardware”, fa presente Pietro Nocita, Product manager Powua Cloud Computing Gruppo Solgenia.

A chiudere la prima sessione del convegno Gabriele Provinciali, senior Customer Solutions Architect CA Technologies. “Le organizzazioni virtualizzano nel data center per ridurre i costi, ma sono poche le realtà che sfruttano il potenziale dello IaaS - conclude -. Non appena le PA acquisiranno capacità nella gestione degli ambienti virtualizzati saranno pronte a fare capacità elaborativa on demand”. Che è la vera “sostanza” del cloud.

Nella sessione pomeridiana, dove hanno “sfilato” le imprese nel ruolo di fornitori e fruitori, è emersa da subito la necessità di avere risposte concrete alla domanda sui benefici che il cloud promette.

“A Roma l’80% delle imprese è di piccole o medie dimensioni. Sono interessate al cloud ma si chiedono dove siano le opportunità di business. Quello che cercano oggi è soprattutto la riduzione dei costi”, ha spiegato Augusto Coriglioni, presidente della Sezione Information technology dell’Unione industriali di Roma nell’introdurre il primo dei due panel.

La questione è diversa per un’azienda delle dimensioni di Lottomatica. “Per noi l’Ict è parte del core business, il veicolo per erogare le transazioni – ha sottolineato il Chief technology officer Giovanni Rando Mazzarino -. Il cloud può apparire ancora uno slogan, ma non inserirsi nel trend vuol dire perdere competitività quando diventerà uno standard”.

Naturalmente l’intera costruzione del cloud non regge senza la banda larga. “Ci stiamo lavorando – ha ricordato Emanuele Ranieri, responsabile Marketing Dmo-Top clients di Telecom Italia -. Per noi il cloud è una grande leva di innovazione, perché può permettere alle imprese di recuperare competitività e colmare il gap informatico”.

Mario Dal Co, direttore dell’Agenzia per l’Innovazione evidenzia una specifica area critica. “I vendor non pensano abbastanza al cliente. Aziende e PA non vogliono solo conoscere le tecnologie che verranno implementate, ma quali risultati in termini di semplificazione si otterranno, quale impatto sulla struttura organizzativa. Bisogna fare cultura del cloud”.

Ma le aziende-clienti vanno conquistate anche dimostrando che la nuvola è sicura, come sottolinea Bernardo Nicoletti, consulente e coach di impresa. Un’esigenza prioritaria per le banche, aggiunge Pierfrancesco Gaggi, vice presidente di Abi Lab ricordando che “i progetti di consolidamento e virtualizzazione sono nel 2010 una delle cinque aree prioritarie di investimento del settore bancario”.

Se è poi l’aspetto normativo a preoccupare le aziende, l’avvocato Massimiliano Pappalardo, socio presso lo studio La Scala, assicura: “La nuvola non è il far west e qualche tutela contrattuale allontana il rischio di brutte sorprese”.

Ma mentre l’Italia si interroga sulla business case del cloud, negli Stati Uniti già si parla di una “lingua franca” del cloud computing. “Per noi lo standard è l’Amazon Web Services - puntualizza Graziano Obertelli, co-founder di Eucalyptus -. E l’uso dello standard garantisce che se si cambia provider non si perdono i dati”. Il prodotto conta 10 mila download al mese e tra i clienti c’è anche il governo americano.
“All’estero molte aziende sono cloud al 100% - ricorda Marco Maffè, Business consultant di T-Systems Italia: diversi clienti internazionali di T-Systems -. La pressione della competizione spinge a cambiare rapidamente, a comprimere i costi, a efficientare i servizi e il cloud rappresenta una grande opportunità per rendere il business dinamico”.

A sponsorizzare il convegno "Cloud Computing, soluzioni e opportunità per la PA e le imprese" sono state: Microsoft, Capgemini, Emc, CA Technologies, T-Systems, Solgenia Group, Trend Micro e Telecom Italia.

15 Ottobre 2010