Niente Facebook a lavoro. Stop delle aziende tedesche

SOCIAL NETWORK

Volkswagen, Porsche e Kommerzbank tra i big che hanno deciso di chiudere l'accesso ai social network ai lavoratori. Nel mirino rischio di spionaggio industriale e calo della produttività

di Paolo Anastasio
Diverse imprese tedesche hanno vietato ai propri dipendenti l'uso dei social network, come Facebook, per il timore di essere spiate ma anche per scongiurare un calo della produttività. Fra i promotori del divieto ci sono Commerzbank, seconda banca del Paese, e i big del settore auto Volkswagen e Porsche.

Altre aziende, come il numero uno tedesco per l'energia Eon, e Linde, il produttore di gas industriali, hanno soltanto limitato l'accesso a Facebook e YouTube su alcuni dei loro impianti industriali. Oltre al timore di spionaggio industriale o di sabotaggio informatico, alcune imprese, come il produttore di auto Daimler, hanno ristretto l'accesso ai social network per timore di un calo di produttività da parte dei loro dipendenti.

Il 56% delle imprese giustifica la necessità di limitare l'accesso ad alcuni siti Internet per ragioni di sicurezza, il 30% ammette di non voler vedere i propri dipendenti passare il tempo su internet, durante l'orario di lavoro. Lo rende noto un sondaggio realizzato dalla società di sicurezza informatica Clearswift.

In Italia, un paio di settimane la governatrice Renata Polverini, su assist del ministro Brunetta, ha vietato l'accesso a Facebook ai dipendenti della Regione Lazio: il 70% dei dipendenti era costantemente collegata al social network durante le ore di lavoro. Gli italiani, secondo stime recenti, sono al top in Europa nella hit parade delle ore trascorse su Facebook: più di sei al mese.

25 Ottobre 2010