Le multinazionali all'IT: "Dateci un cloud federato"

L'ALLEANZA

70 imprese (fra le altre Bmw, Shell e Marriott Hotels) fondano la Open Data Alliance per chiedere standard comuni: "Dispositivi non interoperabili frenano lo sviluppo della nuvola"

di Patrizia Licata
Sistemi e terminali non interoperabili impediscono la diffusione del cloud computing: con questa consapevolezza settanta aziende mondiali, tra cui nomi del calibro di Bmw, Shell e Marriott Hotels, si sono unite nell’Open data alliance centre per chiedere ai produttori di IT lavorare con un nuovo focus: la realizzazione di standard unificati.

La richiesta arriva da aziende che rappresentano oltre 50 miliardi di dollari di spesa IT e che possono quindi esercitare un certo peso nelle decisioni dei produttori di IT. "Il vecchio sistema non funziona più. Vogliamo pagare per quello di cui abbiamo veramente bisogno, quando ne abbiamo bisogno”, afferma Andrew Feig, executive director della banca svizzera Ubs sentito da Bbc News.

L’alleanza vuole dare voce alle esigenze di tante aziende chiamate a far fronte all’aumento esplosivo del numero di persone che accedono a servizi e applicazioni online usando device differenti, dai telefoni ai tablet computer. Il gruppo ha predisposto un piano d’azione chiamato Cloud 2015 che chiede la creazione di una nuvola “federata”, dove esistono standard comuni sia per le aziende hardware che software. Inoltre, tutti i device dovranno essere interoperabili se accedono ai servizi via cloud.

"La tecnologia ha compiuto passi da gigante in pochissimi anni e l’evoluzione ha portato sul mercato nuovi terminali e nuovi servizi. Ma molte soluzioni sviluppate oggi dalle aziende It non dialogano tra loro”, afferma Marvin Wheeler, presidente della Alliance e chief strategist del provider di servizi cloud Terremark. "Abbiamo bisogno di una voce unica tramite la quale le aziende possano dire a chi fa computer equipment e sistemi software come sviluppare i loro prodotti”.

29 Ottobre 2010