Poste conquista Mosca: India e Argentina le prossime "prede"

STRATEGIE

La piattaforma BancoPosta sbarca in Russia, ma l'orizzonte internazionale è molto più ampio. Dal mercato estero circa 60 milioni di euro di introiti

di P.A.
Le Poste Italiane guardano oltre confine e puntano dritto ai paesi giovani ed emergenti, in primis alla Russia, per allargare il business estero puntando su servizi hi tech. Lo scrive il Sole 24 Ore, precisando che "il risiko a base di politica industriale e diplomazia sta portando il gruppo guidato da Massimo Sarmi a sbilanciarsi (anche) verso l'estero, per un valore complessivo degli accordi che, nell'arco dei prossimi due anni, potrebbe essere stimato in 40-60 milioni di euro".

In particolare, Poste punta all'esportazione del sistema di recapito e servizi hi-tech finanziari in Russia "dove piace il BancoPosta ma anche il concetto di sportello multifunzione". Altre mete ambite sono Albania, Olanda, Arabia Saudita, Emirati, Libano, India e Argentina.

"La verità è che, al contrario di aziende come Fiat – dice Sarmi – riusciamo a mantenere in Italia gli stessi livelli di occupazione e insieme a esportare servizi di alta tecnologia fuori dal paese, per una formula che sta dimostrando di funzionare molto bene".

In Russia, già nel primo trimestre del 2011 dovrebbero partire i primi servizi finanziari "copiati" dal BancoPosta, per un contratto iniziato con la consulenza e la fornitura di tecnologia made in Italy, che riguarda anche i temi della sicurezza.

In marzo Poste aveva già firmato un duplice accordo con Russian Post che prevedeva l'ammodernamento della rete dei 40mila uffici russi, l'ottimizzazione della logistica e lo sviluppo della posta "ibrida", che trasforma un'e-mail in una vera missiva di carta.
L'ultimo accordo in ordine di tempo è invece quello che Sarmi firmerà il 5 novembre con l'Albania, che ha chiesto di potersi avvalere dell'infrastruttura di Postecom per l'emissione di certificati elettronici personali, per i web server e più in generale di certificati qualificati, con l'obiettivo di iniziare a offrire prodotti e servizi ai propri clienti nel giro di pochi mesi. Anche qui sul modello di BancoPosta e tra i prodotti principali che verranno offerti nel futuro ci sarà proprio la posta elettronica certificata.

L'altro accordo di peso è quello con il governo egiziano per la creazione di un'infrastruttura logistica integrata per i servizi postali e di corriere espresso. Tra i progetti in cantiere, lo sviluppo di una raccomandata digitale internazionale e il lancio di una carta di credito prepagata, come la Postepay, per il trasferimento fondi internazionali "a costi contenuti"
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Sui servizi digitali c'è anche il memorandum siglato in giugno con le poste libanesi, che stabilisce un'area di cooperazione per il miglioramento del sistema logistico-postale del paese e il lancio di servizi finanziari attraverso gli uffici postali. L'accordo riguarda anche la pianificazione logistica e tecnologica per la creazione di una rete di uffici postali mobili "in grado di rispondere con efficienza e dinamismo alle esigenze dei cittadini che risiedono nelle aree rurali o montane del paese".

Infine, il gruppo di Sarmi è in gara per fornire alle Poste indiane il supporto hi-tech per il lancio del servizio di carta prepagata: è il modello di successo della Postepay, che piace anche all'Argentina, via d'accesso al ricco mercato del Sud America.

02 Novembre 2010