Google dribbla la class action per violazione della privacy

L'ACCORDO

Il colosso del web, sotto accusa per la diffusione di materiale riservato attraverso il servizio "Buzz" su Gmail, chiede scusa agli utenti. E crea un fondo di 8,5 milioni di dollari per la tutela dei dati personali

di P.A.
Google raggiunge un accordo nella prima class action avviata negli Usa contro l'azienda di Mountain View, per presunta violazione della privacy con "Buzz", servizio che consente agli utenti di Gmail di pubblicare e condividere aggiornamenti, video, foto e link sul modello di Facebook.

Il colosso californiano, si legge sul sito web dedicato alla causa collettiva, ha accettato di creare un fondo da 8,5 milioni di dollari che servirà anche a finanziare organizzazioni per la tutela dei dati personali sul web e si è impegnata a rendere più chiari gli strumenti di controllo della privacy su Buzz. Non sono previsti risarcimenti di denaro per i singoli utenti.

La notizia, come riporta l'edizione online del New York Times, è stata comunicata dal gigante di internet agli utenti americani di Gmail attraverso un messaggio di posta elettronica. L'accordo sarà esaminato dai giudici della California per la definitiva approvazione il 31 gennaio 2011.

L'azione legale, avviata a febbraio poco dopo il lancio del servizio, accusa Google di aver violato, tra l'altro, il "Computer Fraud and Abuse Act", perché Buzz avrebbe consentito la condivisione dei dati personali degli utenti di Gmail senza averne ottenuto l'esplicito consenso.

La class action giunse dopo un esposto alla Federal Trade Commission dell'Electronic Privacy Information Center, secondo il quale gli utenti avrebbero dovuto poter scegliere se accedere o meno a Buzz, e non trovarvisi automaticamente iscritti.

03 Novembre 2010