Avenia: "Serve una politica industriale forte per l'innovazione"

AVENIA (ERICSSON)

A Roma la XII convention annuale di Ericsson: 50 miliardi di device connessi di qui al 2020 ma per cogliere le nuove opportunità di business il nostro Paese dovrà investire nella banda larga. "Il 10% di penetrazione vale un punto di Pil in più e ogni 1000 nuovi abbonati si generano 80 posti di lavoro"

di Mario Sette
50 miliardi di dispositivi connessi entro il 2020. E' questa la stima annunciata oggi dal Cesare Avenia, Chief Brand Officer di Ericsson nonché Presidente e Ad di Ericsson Italia in occasione del XII evento annuale dell'azienda organizzato a Roma nella splendida cornice del Tempio di Adriano a Piazza di Pietra.

L'interconnessione degli oggetti, alias l'Interne delle cose, sarà in grado di creare nuove opportunità di business per le imprese nonché di offrire alla pubblica amministrazione una via di accesso in real time nell'erogazione di servizi ai cittadini.

“Siamo di fronte all’Ict Revolution - sottolinea Avenia - un momento cruciale nel quale l’evoluzione dell’Ict sarà un elemento fondamentale di competitività e avrà un impatto sempre più determinante sull’economia e sulla società, generando uno sviluppo sostenibile e migliorando la qualità della vita". Secondo Ericsson - che ha fra l'altro rinnovato il proprio impegno a sostegno dell’innovazione attraverso l’annuncio della creazione di un Networked Innovation Centre - per sostenere la rivoluzione in atto saranno però necessari investimenti nelle infrastrutture "ed una politica industriale forte in materia di innovazione", puntualizza Avenia il quale ricorda che al 10% di incremento di penetrazione di banda larga corrisponde un aumento dell’1% del Pil e che ogni 1000 nuovi utenti di banda larga si traducono in 80 nuovi posti di lavoro.

"In Italia occorre coordinare questo processo evolutivo attraverso un ecosistema nazionale che coinvolga tutti i principali attori – le diverse Industry, il Governo, le Authorities, gli operatori – favorendo sinergie e condividendo esperienze e opportunità", sottolinea il numero uno di Ericsson.

Riguardo al Networked Innovation Centre "connetterà i diversi Experience Center già presenti nella nostra Regione tra loro per promuovere lo sviluppo di soluzioni e servizi sempre più avanzati. In questo modo creeremo una rete di innovazione che faciliterà la condivisione di esperienze e la collaborazione con industrie, operatori, Università e Pubblica Amministrazione per lo sviluppo di progetti congiunti”, spiega Nunzio Mirtillo, Presidente Regione Mediterranea di Ericsson.

L'impegno dell'azienda in Italia ha ottenuto un pubblico e ufficiale ringraziamento da parte dell'onorevole Gianni Letta, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri. "Ringrazione pubblicamente e ufficialmente Ericsson a nome del governo italiano per aver deciso, in un momento di crisi economica, di restare nel nostro Paese, diversamente da quanto fatto da altre multinazionali". "E la fiducia riposta nell'Italia è già stata ripagata considerato che siamo fra i Paesi che più stanno tenendo testa alla crisi e mi auguro che l'azienda possa ottenere migliori e maggiori risultati e opportunità di crescita".

Secondo Letta "l'Italia può contare su una vitalità e una potenzialità che se è vero che in certi momenti sembra appannata rappresenta l'ingrediente principale della ripresa". La strada certo è in salita: Letta ricorda che secondo i dati sulla competitività diffusi nei giorni dalla Commissione Ue se è vero che "la prorità per l'Italia nel breve periodo è la necessità di consolidare la finanza pubblica" è anche vero che la Commissione invita il nostro Paese "a investire maggiormente in tecnologia nel lungo periodo". "L'Italia - aggiunge Letta - secondo la Commissione Ue è un innovatore moderato, un'espressione 'gentile' per dire che facciamo troppo poco sul fronte dell'innovazione". "Bisogna dare stimolo alle imprese per andare sulla strada dell'innovazione", aggiunge.

Sul palco della convention un giovane italiano finito nelle fila del Mit di Boston, Carlo Ratti. "Integrando le tecnologie di comunicazione nei processi urbani, è possibile promuovere lo sviluppo della società, generando vantaggi per i cittadini - sottolinea -. La moltiplicazione delle connessioni digitali, soprattutto in ottica M2M, consente infatti di ridurre le inefficienze del sistema cittadino, ottimizzando ad esempio la mappatura e la mobilità urbana attraverso una gestione sostenibile. Sarà inoltre fondamentale la creazione di nuovi tipi di partnership, nel settore pubblico e privato, per incrementare l'utilizzo dei dispositivi connessi nei vari ambiti socio-economici".

10 Novembre 2010