Microsoft tranquillizza gli azionisti: "Nessuno scorporo in vista"

LA STRATEGIA

L'Ad Steve Ballmer boccia l'ipotesi di spacchettamento dell'azienda, avanzata da Goldman Sachs e rilanciata all'assemblea annuale degli investitori. Il titolo di Redmond ha perso il 15% dall'inizio dell'anno

di P.A.
Non è in programma uno scorporo delle attività di Microsoft. L'amministratore delegato Steve Ballmer è apparso deciso all'annuale conferenza con gli azionisti, preoccupati per il calo del titolo societario. "Microsoft tutta vale più della somma delle sue parti - ha detto Ballmer - Uno scorporo non avrebbe senso: renderebbe solo più difficile la cooperazione tra le varie divisioni Microsoft e più difficile la competizione".

L'ipotesi di spacchettare l'azienda era stata suggerita in un recente report di Goldman Sachs. Secondo la banca d'investimenti, le singole divisioni della società di Redmond valgono di più dell'azienda presa nella sua interezza. E ieri all'assemblea annuale un azionista ha riproposto l'ipotesi spacchettamento a Ballmer. Che l'ha bocciata. Sulla stessa linea il presidente Bill Gates, secondo cui non si semplificano le cose per il semplice fatto di creare una società nuova. 

Non è un momento facile per la casa di Bill Gates. A preoccupare gli azionisti la forbice fra i buoni risultati finanziari dell'azienda, superiori alle attese del mercato, e il valore del titolo, che non decolla a Wall Street. Secondo il Seattle Times, ieri all'assemblea annuale degli azionisti non regnava la solita atmosfera positiva e ottimista del passato. I dividendi aziendali, aumentati del 23% quest'anno, non sembrano sufficienti a sostenere il valore del titolo in borsa.
 
L'amministratore delegato Steve Ballmer deve confrontarsi con una momento delicato. Gli azionisti sono poco soddisfatti: il titolo Microsoft ha perso circa il 15% dall'inizio dell'anno, le vendite dei cellulari con software Microsoft deludono, e il mercato non ha reagito bene nemmeno al successo commerciale di Windows 7. A questo si aggiunge la competizione di Google e Apple, sempre più aggressiva.

"Comprendo la vostra frustrazione", ha detto, pur difendendo la strategia della società che lunedì aveva venduto circa tre milioni di titoli dopo avere annunciato all'inizio del mese che ne sarebbero stati offerti circa 50 milioni.

17 Novembre 2010