Undici big dell'hi-tech uniti in nome del cloud

ASIA-PACIFICO

Nasce Asia Cloud Computing Association, l'alleanza votata a spingere lo sviluppo e l'adozione di servizi nella regione. Secondo Idc il giro d'affari è destinato a crescere ad un ritmo del 40% annuo

di Patrizia Licata
Undici aziende delle industrie del computing, del software, dell’hardware e della fornitura di servizi, tra cui Cisco, Microsoft e Verizon, si sono unite nella Asia cloud computing association, o Asia cloud, mettendo le proprie risorse a fattor comune. L’Asia Pacifico, spiegano i partner (del gruppo fanno parte anche Alcatel-Lucent, Emc, NetApp, Nokia Siemens Networks, Pldt/Smart, Rackspace, Reach e Telenor) è un mercato dalle solide performance: secondo Idc Research, il cloud computing nella regione, Giappone escluso, varrà 1,3 miliardi di dollari nel 2010 sviluppandosi poi a un ritmo di circa il 40% annuo fino al 2014. Quanto al Giappone, il mercato del cloud crescerà fino a un valore di 29,2 miliardi di dollari nel 2015.

Il boom è tuttavia minacciato da alcuni ostacoli di natura normativa e da preoccupazioni legate alla sicurezza e alla compliance. Perciò, spiega Sundi Balu, presidente di Asia cloud e Chief information officer di Reach, il gruppo aiuterà le organizzazioni della regione a superare gli ostacoli al pieno sviluppo del cloud fornendo ai membri dell’ecosistema gli strumenti necessari per "collaborare su tematiche specifiche alla regione asiatica e permettere un’adozione più efficiente e veloce di queste tecnologie”.

Asia Cloud studierà quali standard già fissati a livello globale possono essere adattati alla regione; fin da subito, i gruppi di lavoro della partnership affronteranno le questioni legati alle politiche pubbliche e alla normativa, alla sicurezza e alla compliance, ai modelli di licenza e ai livelli di servizio. Il prossimo anno, Asia cloud progetta di pubblicare un elenco di best practice e un indice di “cloud readiness” che sia gli utenti finali che i vendor potranno seguire.

17 Novembre 2010