Sap, 1,3 miliardi di penale per il software "rubato" a Oracle

LA SENTENZA

Il verdetto dopo tre settimane di processo per stabilire l'entità dei danni. L'azienda tedesca: "Faremo appello"

di Patrizia Licata
Non sono tre miliardi di dollari, come quelli chiesti dagli avvocati di Oracle, ma il risarcimento danni per Sap è comunque pesante: 1,3 miliardi, come ordinato dal tribunale distrettuale di Oakland, California. Il processo, apertosi il 1 novembre, ha visto fronteggiarsi le due rivali del business software in merito alla violazione di proprietà intellettuale di Oracle perpetrata da una ex filiale di Sap, la texana TomorrowNow.

Nell’arringa finale del processo, l’avvocato David Boies, rappresentante di Oracle, aveva chiesto a Sap fino a 3 miliardi di dollari come “danni equivalenti al valore della licenza per l’utilizzo del software e dei documenti” che TomorrowNow ha indebitamente scaricato da sito di Oracle. “Il giusto valore di mercato della licenza è compreso tra 1,65 e 3 miliardi di dollari”, aveva detto Boies ai giurati. "Chiediamo una valutazione equa perché il pagamento di tali danni ci risarcisce dell’indebita appropriazione e dell’utilizzo non autorizzato fatto da Sap”.

Sap ha ammesso fin dall'inizio del processo che la sua unit TomorrowNow, acquisita nel 2005 per 10 milioni di dollari e poi chiusa a ottobre del 2008, aveva ottenuto in modo illecito prodotti coperti da copyright di Oracle. Per tre settimane le due aziende si sono fronteggiate in tribunale, quindi, non per stabilire l’avvenuta violazione, ma per determinare l’ammontare del risarcimento.

I danni chiesti da Boies, quasi il doppio degli 1,7 miliardi di dollari suggeriti all’inizio, si basano sulla stima effettuata da un testimone chiamato da Oracle come esperto per calcolare quanto Sap avrebbe speso per comprare le licenze del software Oracle. Boies ha fatto anche riferimento a delle prove emerse in fase processuale secondo cui Oracle avrebbe perso fino a 3.000 clienti come conseguenza della violazione di copyright perpetrata da TomorrowNow. Se ciascun cliente viene valutato 1 milione di dollari in termini di revenue per Oracle, i clienti persi valgono per l’azienda americana 3 miliardi.

Sap ovviamente ha fatto calcoli diversi. Il rappresentante legale dell’azienda tedesca, Robert Mittelstaedt, considerava più appropriato un risarcimento intorno ai 28 milioni di dollari, una stima che si baserebbe sui profitti persi da Oracle e guadagnati da Sap come conseguenza della violazione di proprietà intellettuale.

"Per più di tre anni, Sap ha rubato migliaia di copie del software di Oracle e ha poi rivenduto quel software e i relativi servizi agli stessi clienti di Oracle”, ha commentato il presidente del colosso americano, Safra Catz. La giuria sembra aver dato ragione al punto di vista di Oracle, riconoscendo il diritto di quest’ultima ad essere compensata da Sap per i danni reali subiti dalla violazione di copyright sia in termini di valore di mercato delle licenze che di profitti persi. E ha messo un prezzo a tale violazione: 1,3 miliardi di dollari. Secondo Oracle, si tratta della somma più alta mai riconosciuta a un’azienda come risarcimento per pirateria del software.

Come già indicato, Sap ha ammesso la sua responsabilità prima dell’avvio del processo. Ma durante il dibattimento in aula è emerso che la maggior parte dei suoi senior executive, tra cui l'ex Ceo Leo Apotheker, oggi a capo di Hewlett-Packard, erano a conoscenza dell’attività illegale di TomorrowNow. "Siamo delusi da questo verdetto e consideremo le opzioni a nostra disposizione per modificarlo”, ha replicato Sap. “La caratteristicha di una grande azienda sta anche nel riconoscere i propri errori. Noi abbiamo accettato le nostre responsabilità in merito a quanto accaduto presso TomorrowNow e ci siamo sempre mostrati disponibili a risarcire Oracle equamente". Sottinteso: 1,3 miliardi non sono la cifra “equa”.

24 Novembre 2010