Ue, la Eff chiede un "porto sicuro" per gli Isp

DIRETTIVA E-COMMERCE

Nessuna responsablità per i provider in merito ai contenuti che transitano sulle reti: questa la richiesta della Electronic Frontier Foundation in vista della nuova direttiva sull'e-commerce. "Privacy e libertà di espressione vanno tutelati"

di Patrizia Licata
Gli Isp non possono essere ritenuti responsabili per i contenuti che viaggiano in rete e per le attività online dei loro utenti e non spetta a loro rimuovere i contenuti a meno che non vi sia l’ordine da parte di un tribunale. E’ la richiesta avanzata dalla Electronic frontier foundation che, in risposta alla consultazione pubblica indetta dalla Commissione europea sulla 2000 Eu eCommerce Directive, è intervenuta per chiedere massima tutela della libertà di espressione e del diritto alla privacy degli utenti di Internet e raccomandare alla Commissione europea di preservare le limitazioni alla responsabilità legale dei cosiddetti “intermediari di Internet”.

La eCommerce Directive, che regola un’ampia gamma di attività online nell’Unione europea, include alcuni principi detti di "safe harbour" o "porto sicuro" che limitano la responsabilità per il contenuto dei dati trasmessi o conservati dagli Isp e da quelle società che su Internet agiscono come puri trasportatori o ospiti dei dati stessi. La Eff chiede alla Commissione di confermare l’applicazione dei principi del safe harbour a motori di ricerca, piattaforme basate su contenuti user-generated, siti di aste, aggregatori di contenuti, intermediari di cloud computing e servizi web 2.0.

Ancora, la Foundation chiede alla Commissione di confermare un altro principio difeso dalla eCommerce Directive: nessun obbligo per gli intermediari di Internet a monitorare le loro reti e piattaforme. La Eff ribadisce che Isp e società simili non vogliono assumersi l’onere di controllare l’eventuale svolgimento di attività illecite sulle loro reti, come le violazioni di copyright, per avere in cambio una limitazione della loro responsabilità.

“Questo principio è necessario per proteggere il diritto fondamentale dei cittadini alla privacy, che è alla base del diritto di libertà di espressione e associazione”, afferma la Eff. “Abbiamo fornito prove alla Commissione di come il sistema di notifica e eliminazione dei contenuti previsto negli Usa dal regime Dmca abbia sì aiutato a promuovere la libertà di espressione dando certezza legale agli intermediari, ma ha anche portato all’ingiusta rimozione di alcuni contenuti user-generated negli Stati Uniti”. Perciò la Eff raccomanda alla Commissione di sancire con chiarezza che un intermediario di Internet che ospita i contenuti non deve avere l’obbligo di rimuovere i contenuti stessi a meno che non lo chieda ufficialmente una corte di giustizia.

29 Novembre 2010