Zucchetti si rinnova. Il futuro è in salsa 2.0

AZIENDE

Presentato in anteprima ai partner l'"Infinity Project"

di Elisabetta Bevilacqua
La principale novità annunciata da Zucchetti nell’annuale meeting rivolto alla rete distributiva, è stato l’avvio di “Zucchetti 2.0”, che si concretizza nel frame work applicativo “Infinity Project”. È questo lo strumento con il quale il gruppo di Lodi intende rinnovare in logica web tutta la propria offerta e competere sul mercato aziendale di fascia media a cui stanno guardando anche le multinazionali del software per compensare la contrazione del mercato di fascia alta.

“Siamo un’azienda italiana e rispetto ai player stranieri abbiamo il vantaggio di distribuire un software realizzato appositamente per il mercato italiano”, sottolinea il presidente dell’azienda Cristina Zucchetti.Infinity è una piattaforma di sviluppo, basata su tecnologie web e open source, che vuole offrire ai clienti un virtual workspace, uno spazio per condividere, collaborare, comunicare, socializzare, partecipare. Presentata  in anteprima all’ecosistema dei partner, la piattaforma - che diventerà il punto di partenza per tutti i nuovi prodotti (gestionali ed Erp, soluzioni per professionisti e PA)  - già conta le prime applicazioni, come la suite per la gestione del personale. Con questo strumento Zucchetti gioca d’anticipo con una scelta di innovazione per continuare a crescere, nonostante un mercato in contrazione, e a migliorare il risultato del 2008 che con un fatturato di 220 milioni di euro ha fatto segnare una crescita del 10% rispetto all’esercizio precedente.

“Stiamo assumendo -puntualizza l’Ad Alessandro Zucchetti -. A differenza di nostri competitor, indebitati a causa delle acquisizioni, noi possiamo investire nello sviluppo di nuove soluzioni senza dover rendere conto a nessuno”. Zucchetti è una tipica storia di capitalismo familiare che ha realizzato un passaggio generazionale agevolato da una scelta di organizzazione basata su manager di lungo corso.“Proseguiamo la strategia di mio padre che, credendo nell’innovazione, non ha mai prelevato utili, ma ha sempre reinvesto tutto nell’azienda, con l’obiettivo di creare nuove soluzioni e competere su nuovi mercati - spiega Cristina Zucchetti -. Lo facciamo anche perché ci sentiamo responsabili verso i nostri 1800 dipendenti e l’ecosistema dei partner: oltre 800 aziende che lavorano con noi, un indotto di alcune migliaia di persone “.

Una scelta che ha portato Zucchetti a resistere alle offerte di molte banche di affari che proponevano la quotazione, scegliendo invece l’indipendenza per poter fare scelte industriali e non finanziarie. “Una delle ragioni per cui alcune aziende si quotano è di attirare manager di valore nel momento del cambio generazionale - prosegue -. Il problema per noi non si è posto, visto che la scelta di delegare a manager competenti la gestione operativa del business e dello sviluppo era già stata fatta da tempo”.Questa strategia  ha consentito - spiega il vice presidente Giorgio Mini, di avviare quasi 4 anni fa il progetto Infinity, costato alcuni milioni di euro. “Quando perseguiamo un progetto strategico, non intendiamo ingabbiarci dentro regole economiche stringenti che possono limitarne gli sviluppi. Questo approccio è reso possibile da spalle finanziarie robuste”, dice Mini.

La nuova linea di prodotti, con cui Zucchetti punta ad ampliare la propria base clienti, non intende “uccidere” la gallina dalle uova d’oro costituita dalle soluzioni tradizionali la cui manutenzione ed evoluzione saranno garantite finché raccoglieranno il favore dei clienti. Fondamentale il ruolo strategico dei partner che fa parte del Dna dell’azienda, come sottolinea Mini con un esempio: “L’open source è stato scelto in quanto offre maggior autonomia dal punto di vista tecnologico, ma nasce soprattutto dalla volontà di offrire maggiore marginalità alla rete”.

04 Maggio 2009