La riforma fiscale di Obama si abbatte sulle aziende Ict

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Hp. Ibm, Google, Microsoft e Cisco hanno guadagnato complessivamente oltre 7 miliardi di dollari usufruendo delle basse aliquote fiscali fuori dagli Usa

La riforma del sistema fiscale al vaglio di Barack Obama si potrebbe abbattere come una scure nelle aziende Ict. Il presidente Usa annuncia, infatti, norme  più stringenti per combattere paradisi fiscali ed evasione.

 Le misure prevedono il blocco della pratica che consente alle aziende, soprattutto multinazionali, di non comunicare 'Internal Revenues Service (Irs) il ruolo giocato dalle controllate estere nel far defluire gli utili verso giurisdizioni a regime fiscale particolarmente favorevole. Dall'abolizione di tale pratica il governo stima di far rientrare nelle casse dello stato circa 95,2 miliardi di dollari in 10 anni. Obama dice stop anche ad alcune agevolazioni fiscali che favoriscono la creazione di lavoro all'estero: l'abolizione delle deduzioni si tradurrà, in dieci anni, in risparmi per 103,1 miliardi di dollari: di questi 74,5 miliardi potrebbero andare come "credito d'imposta permanente per investimenti in ricerca e innovazione negli Usa". Per svolgere al meglio i propri compiti e aumentare i controlli, la squadra dell'Irs sarà potenziata con 800 assunzioni.

Se la riforma Obama dovesse passare alcune delle più grandi multinazionali Ict ne risentiranno. E molto. "Per il settore sarebbe come un terremoto”, chiosa Carl Guardino, Ceo della di Silicon Valley Leadership Group, l’associazione che riunisce le imprese di settore.

Stando agli analisti della Associated Press, queste cinque aziende non hanno dichiarato al fisco americano utili che ammontano complessivamente a 7,4 miliardi di dollari solo usufruendo della riduzione delle aliquote fiscali al di fuori degli Stati Uniti.

 Il portavoce di Google Adam Kovacevich ha fatto sapere che “ è ancora presto per valutare se e quanto la riforma fiscale impatterà sulle aziende di settore”  e che “comunque il pacchetto dovrà passare la vaglio del Congresso”.  

 Le nuove norme, che anche se approvate dal Congresso non entreranno in vigore prima del 2011, faranno entrare nelle casse dello Stato 210 miliardi di dollari “da utilizzare - spiega il presidente americano - per ridurre il deficit, alleggerire il carico fiscale sulle famiglie di lavoratori e concedere agevolazioni alle imprese che creano innovazione e occupazione in America”.  


05 Maggio 2009