Cresce il biz di Oracle: fatturato e utili battono le attese

TRIMESTRALE

Profitti netti per 1,87 miliardi di dollari e balzo del 47% dei ricavi: trainano le vendite delle nuove licenze. Il ceo Ellison: "Il prossimo anno conquisteremo ulteriori quote di mercato". In cantiere una suite di nuovi prodotti

di Federica Meta e Patrizia Licata
Una trimestrale “esaltante” – così l’anno definita gli analisti Usa - quella diffusa ieri sera a Wall Street chiusa dal gigante dei software Oracle. La compagnia ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto di 1,87 miliardi di dollari, pari a 37 cents ad azione, in crescita rispetto agli 1,43 miliardi (o 29 cents ad azione) dello stesso periodo dello scorso anno. Escludendo alcune poste straordinarie il dato è pari a 51 cents ad azione e batte nettamente le attese degli analisti che si fermavano a 46 cents.

I ricavi sono balzati del 47% portandosi a 8,6 miliardi di dollari, contro gli 8,3 miliardi del consensus.

Le vendite di nuove licenze - un barometro molto importante in quanto rappresenta l'acquisizione di nuovi clienti - sono aumentate del 21% a quota 2 miliardi di dollari. I rinnovi hanno totalizzato invece quota 3,6 miliardi con un incremento del 12%.

Per il trimestre con corso Oracle stima che i ricavi da nuove licenze dovrebbero salire del 10-20%, mentre gli utili al netto delle poste straordinarie dovrebbero attestarsi a 48-50 cents ad azione. Anche in questo caso il dato batte le stime che sono per un Eps di 47 cents.

Da ricordare che sugli utili societari hanno pesato positivamente anche i 120 milioni di dollari di "multa" versati dalla rivale tedesca Sap per violazione di brevetto. Immediata la reazione degli investitori: le azioni Oracle sono salite nelle contrattazioni after hours di quasi quattro punti percentuali.

I nuovi dati concludono un anno con l’acceleratore premuto per Oracle, che ha saputo uscire dalla recessione più rapidamente della maggior parte delle altre aziende tecnologiche che vendono a grandi imprese e pubbliche amministrazioni ed è anche entrata su nuovi mercati, come dimostra il forte incremendo delle vendite di nuove licenze software (sia nella divisione database che in quelle middleware e applications).

Commentando la performance della propria azienda, il ceo Larry Ellison ha sottolineato in particolare l’aumento del 32% nelle vendite di application software in Europa indicandolo come una prova che Oracle sta conquistando market share ai danni di Sap e aggiungendo che altre quote saranno sottratte alla concorrenza l’anno prossimo, quando Oracle introdurrà una nuova famiglia di prodotti software.

Mark Hurd, ex Hp oggi co-presidente di Oracle, ha ribadito: “Siamo cresciuti costantemente in Europa nel business delle applicazioni”. Anche Hp deve preoccuparsi, perché Ellison ha apertamente dichiarato che Oracle ha preso di mira le attività nei server di fascia alta (la parte più redditizia del mercato) della rivale americana, usando come cavallo di battaglia il nuovo prodotto integrato per database Exadata, che ha già attratto ordini per 2 miliardi di dollari.

17 Dicembre 2010