Via alla Fabbrica digitale: Siemens punta sul "soft" biz

PIATTAFORME

Svelata oggi a Milano la piattaforma TiaPortal, il primo framework per l'automazione industriale di tutti gli strumenti applicativi. Maffioli: "Non solo hardware, vogliamo diventare leader anche nel software"

di Gian Carlo Lanzetti
La divisione Industry Automation di Siemens (33mila dipendenti e un fatturato di circa 6 miliardi a fronte di 404 mila addetti e 76 miliardi di euro di ricavi del gruppo) ha presentato ufficialmente oggi alla stampa italiana, presente in buon numero nella sede delle Bicocca, la nuova piattaforma di engineering Totally Integrated Automation Portal (TiaPortal), considerato il primo framework per l’automazione industriale che unifica tutti gli strumenti applicativi di automazione in un unico ambiente di sviluppo. La nuova e innovativa piattaforma permette agli utenti di sviluppare e mettere in funzione i sistemi di automazione velocemente e in modo assolutamente intuitivo e, di conseguenza, di risparmiare tempo di engineering riducendo le costose integrazioni dei differenti pacchetti software.

Di facile utilizzo e progettato per garantire la massima efficienza, il TiaPortal, hanno enfatizzato i rappresentanti di Siemens, è adatto sia per gli utenti che lo usano per la prima volta sia per gli utenti più esperti. Dalla configurazione e programmazione fino alla messa in funzione, la nuova piattaforma si propone come il punto d’incontro per tutti i prodotti e strumenti di automazione offerti dal portfolio Totally Integrated Automation di Siemens.

Questo in sintesi l’annuncio odierno. Cosa significa per il mercato, le industrie e le società che svolgono attività di sviluppo e di engineering? Lo ha fatto capire Andrea Maffioli, Division lead industry automation Siemens Italia. “Tia Portal ha una doppia valenza: segna per Siemens la volontà di diventare un leader anche nel settore del software dopo avere consolidato la leadership sul fronte dell’hardware, di fatto anticipando una evoluzione non cosi ancora mancata nel settore dell’automazione mentre lo è di più nell’informatica. Per il mercato questo annuncio rappresenta una accelerazione del percorso verso la Fabbrica Digitale, tante volte prospettata e ora più vicina grazie al contributo di Siemens, che in quest’area ha realizzato e sta realizzando veramente investimenti rilevanti, con una manovra gestita dalla Germania ma che ha riguardato anche risorse dislocate in Cina, India e Stati Uniti. Possiamo quindi dire che con l’avvento del TiaPortal ci sarà sempre più automazione software-based a monte delle macchine che lavorano in fabbrica con vantaggi in termini di operatività e di economics”. Un passo invitabile, dunque, se anche si pensa, che la complessità nel settore dell’automazione raddoppia mediamente ogni quattro anni e in prospettiva questo lasso temporale è visto in diminuzione.

La piattaforma sarà in vendita tra qualche settimana. Attualmente sono una ottantina i clienti nel mondo che la stanno sottoponendo a field test e usability test: 18 si trovano in Italia a riprova della rilevanza che ha il nostro mercato. Massimo riserbo sui nomi: ci sono comunque industrie e system integrator, attivi in diversi ambiti industriali. Dei costi non è stato detto nulla. Si sa solo che TiaPortal non andrà necessariamente a sostituite i prodotti esistenti ma si affiancherà a loro, offrendo un approccio in più ai clienti. Al momento la sola evidente limitazione è rappresentata dal fatto che la piattaforma ha una valenza per cosi dire proprietary, ovvero supporta solamente i prodotti della casa tedesca. “Sarebbe stato più facile – ha aggiunto Maffioli – far uscire una nuova piattaforma hardware, perché questo cambio di rotta ci costringerà a spendere non poche energie per evangelizzare i clienti, poiché una piattaforma integrata come TiaPortale cambia abitudini consolidate, in Italia molto più resistentiche nei paesi emergenti. Saremo molto aggressivi negli sforzi per modificare le abitudini”.

D’altronde Siemens, avendo le forze (17mila ingegneri software su 31800 addetti alla R&S e 176 sedi R&S nel mondo, di cui 5 in Italia) ha preferito giocare di anticipo che di rimessa. Rispondendo ai tre requisiti perorati dal mercato: efficienza e produttività (come la riutilizzabilità del Sw e il time saving), la flessibilità (come riconfigurabilità e modularità) e competitività (cost saving e time to market). Il tutto, come hanno sottolineato più volte Maffioli e collaboratori, con una soluzione all’insegna della “estrema semplicità”.

12 Gennaio 2011