E se Facebook facesse la fine di Myspace?

FINANZA

Dopo l'iniezione di 450 milioni di dollari da parte di Goldman Sachs, il valore del social network sale a 50 miliardi di dollari. Troppo? Dipenderà dalla capacità di monetizzare la dote di 500 milioni di iscritti. Wsj: "Per ora l'Ipo non è consigliabile"

di P.A.
Facebook è una bolla? Il termine bolla ha senso oppure no? La maggior parte delle aziende non raggiunge i suoi obiettivi. Lo scrive il Wall Street Journal, in un articolo a proposito del social network e alla luce della sua valutazione di 50 miliardi di dollari, dopo l’investimento di 450 milioni di dollari da parte di Goldman Sachs.

“Non c’è nulla di irrazionale nel pensare che Facebook, partendo dalla sua capacità di generare ricavi da una base di 500 milioni di membri, raggiunga il valore di Google nei prossimi cinque anni”, scrive il quotidiano finanziario.

Allo stesso tempo, non c’è nulla di irrazionale “nel pensare che fra cinque anni Facebook abbia fatto al fine di Myspace”, aggiunge il Wsj. Nessuno può prevedere il futuro, ma il fatto che Goldman Sachs abbia puntato su Facebook è una variabile importante perché “Goldman conosce il futuro meglio dei suoi clienti”.

Il lavoro di Goldman, inoltre, non è quello di valutare il prezzo futuro di una società, ma il suo prezzo attuale. “Il fatto che Goldman abbia messo a disposizione dei suoi clienti 1,5 miliardi di azioni di Facebook, andate a ruba, è un altro segnale importante”.

Ma che Facebook faccia o meno il suo debutto in Borsa non è certo una scelta che spetta a Goldman. La decisione spetta a Marc Zuckerberg, che ha già diverse gatte da pelare, un Ceo giovane alle prese con pressioni di tutti i tipi. La questione più importante, secondo il Wsj, sarà “se Facebook sarà capace di trasformare il gran numero di utenti in denaro sonante, tramite la pubblicità o qualche altro tipo di introito da inventare.

L’ultima cosa di cui ha bisogno adesso l’azienda è il can can che produrrebbe la sua Ipo”. Facebook è un’azienda privata e i suoi proprietari hanno tutti i diritti di decidere chi possa investire con loro e a quali condizioni. La deicisone di Zuckerberg è rischiosa, seconda il Wsj: non puntare all’Ipo lascia nelle sue mani tutti i rischi legati al futuro dell’azienda, che al contrario sarebbero diluiti sul mercato quotando il titolo in borsa.

17 Gennaio 2011