FUTURE PROOF. Cinque piattaforme a prova di futuro

FUTURE PROOF

Debutta sul nostro quindicinale cartaceo la nuova rubrica a cura di Maurizio Dècina, professore ordinario di reti e telecomunicazioni al Politecnico di Milano

di Maurizio Dècina
Nella seconda decade del secondo millennio è importante sviluppare tecnologie ICT “a prova di futuro”: future proof. Nel senso che queste tecnologie devono soddisfare i bisogni che sono prevedibili nel futuro, un futuro che sarà molto più rapido nel cambiamento rispetto a quello della prima decade. Se nel 2011 si progettano infrastrutture dell’informazione a prova di futuro, queste dovrebbero resistere per almeno venti anni, fino al 2030. Ecco qui, cinque piattaforme ICT, certamente a prova di futuro.

Cloud Computing
Il modello di fornitura dei servizi a nuvola è applicabile a tutti, consumatori e imprese, e promette il raggiungimento di due grandi obiettivi: 1) una diminuzione dei costi dell’IT aziendale (hardware, licenze software, personale addetto) con trasformazione dei costi da Capex a Opex; 2) un aumento dell’agilità aziendale, in termini di flessibilità e rapidità di immissione sul mercato di prodotti/servizi innovativi e competitivi. Tutti gli attori della filiera di Internet vogliono diventare erogatori di servizi Cloud: da Apple agli operatori di tlc.

Mobile Applications
and Media Tablets
I dispositivi per l’accesso a Internet in mobilità, quali iPhone e iPad, hanno aperto nuove strade per la fruizione dei servizi mobili da parte dei consumatori. Questi terminali sono dotati di nuove tecnologie (giroscopi, touch screen; ricevitori GPS) che ne esaltano le capacità di uso e in un certo senso banalizzano la tecnologia stessa per potenziare l’uso delle applicazioni e dei servizi. Il paradigma vincente è quello dell’Apple Store, e cioè di un servizio di distribuzione online di musica, video e applicazioni, secondo il modello del cloud computing.

Social Communications
and Collaboration
Le tecnologie ICT per le imprese saranno integrate nei prossimi cinque anni con le tecnologie delle reti sociali, quali MySpace, Facebook, LinkedIn. Sono coinvolti i quattro settori dei Social Media: Networking, Collaboration (wiki, blog, collaborative office, crowdsourcing), Publishing (YouTube, flickr) e l’emergente Social Feedback che riporta le opinioni delle comunità sui prodotti/servizi fruiti tramite networking, collaboration e publishing. Il compito delle aziende è quello di coordinare e coniugare le tecnologie di comunicazione d’impresa (CRM, internal collaboration) con quelle emergenti dai Social Media.

Context-Aware
and Ubiquitous Computing
Nel futuro i dispositivi mobili saranno dotati di sensori capaci di interagire via radio con l’ambiente intelligente circostante, con l’Internet delle cose, e serviranno per accedere ad un vasto menù di servizi di contesto ambientale, quali: pagare parcheggi, ricevere informazioni locali, aprire varchi. Anche i produttori di dispositivi mobili si stanno diversificando verso la fornitura di servizi online grazie all’accesso garantito dai terminali stessi e alla fidelizzazione dei clienti. È di questi giorni la disputa tra Apple e gli operatori radiomobili per l’uso della Sim card virtuale di Gemalto al posto di quella fisica degli operatori. Apple identifica infatti tramite carta di credito i propri clienti di servizi online.

Business and Social Analytics
La diffusione dei dispositivi mobili, lo sviluppo dei social media e le applicazioni degli ambienti intelligenti, annunciano l’avvento di grandi progressi nelle tecniche di analisi dei dati e di previsione dei consumi da parte delle imprese e dei consumatori. La tecnologia promette cambi significativi del modo di operare della business intelligence tramite simulazioni in tempo reale. In particolare, l’analisi dei dati nelle reti sociali permette di misurare e interpretare i risultati delle interazioni tra individui e associazioni, nei riguardi di processi che si svolgono nelle comunità, nei posti di lavoro e nel ciberspazio.

24 Gennaio 2011