Si sposta sulla privacy la guerra dei browser

PUBBLICITA'

Google, Mozilla e Microsoft prevedono il roll out di sistemi che consentono l'opt out della raccolta di dati a fini pubblicitari. Primi effetti della stretta sulla privacy voluta dall'amministrazione Obama

di Andrea Ciccolini
Si combatterà in nome della privacy la futura competizione tra browser. Google, Microsoft e Mozilla stanno per rilasciare versioni in grado di mettere un freno alla behavioral advertising che fa tesoro dei dati personali tracciati durante la navigazione. È un primo effetto delle raccomandazioni della Federal Trade commission per la messa a punto di sistemi "do-not-track", a tutela della privacy degli utenti, e della "Carta dei diritti della privacy" (privacy bill of rights") auspicata dall'amministrazione Obama.


Mozilla è in testa nella corsa per lo sviluppo di un’opzione per fermare la pubblicità mirata online. La funzione permetterà agli utenti di configurare il proprio browser Firefox in modo da ricevere segnalazioni sui siti internet e inserzionisti che puntano a raccogliere dati personali per la behavioral advertising. La funzione non bloccherà tutta la pubblicità, ma solo quella personalizzata. Perché il sistema funzioni anche le compagnie dovranno attivare l’opzione anti tracciamento (nessuna ha finora aderito). Per superare questo scoglio Mozilla ha intenzione di lavorare con una comunità di tecnici per ottenere una standardizzazione del sistema nelle industrie. L’opzione potrebbe essere disponibile già nelle prossime versioni di Firefox.

L’obiettivo è l'offerta di una “comprensione più profonda e un controllo sulle informazioni personali online” spiega Alex Fowler, capo della privacy di Mozilla, sul blog First Person Cookie. La messa a punto dello strumento dovrebbe, nelle intenzioni dell’azienda, produrre un grande cambiamento: Mozilla ritiene che, a lungo termine, il sistema si rivelerà vincente: “Utilizzare un approccio personalizzato è meno complesso e più funzionale rispetto alle soluzioni basate sui cookie” scrive Fowler.

Anche Google ha annunciato un'estensione open source di Chrome ("Keep my opt-outs") che permette agli utenti di scegliere di non essere tracciati per fini commerciali. La funzione non ostacolerà l'utilizzo regolare del Web, dicono a Mountain View.
Anche Microsoft è scesa sul campo privacy aggiungendo opzioni "do-not-track" alla nuova versione di Explorer, che consentiranno agli utenti di gestire le "clack list" che bloccano certi siti o inserzionisti dal piazzare cookie o sensori digitali sui loro computer.

Si prevede che quest'anno il mercato Usa della pubblicità mirata potrà crescere del 21% fino a 1,35 miliardi di dollari, da 1,12 miliardi del 2010, secondo EMarketer.

I grandi sviluppatori di browser si trovano nella posizione privilegiata per bloccare il tracciamento degli utenti, ma il conflitto di interessi è forte. I principali tre big del browsing stanno cambiando strategie: finora la competizione si è basata sulla velocità.

25 Gennaio 2011