Net neutrality italiana, parte l'indagine di Agcom

INTERNET

L'annuncio del commissario Nicola D'Angelo. Entro metà febbraio la pubblicazione di un documento su Voip e per-to-peer e contestuale apertura di una consultazione pubblica sulla neutralità della rete

di P.A.
"L’autorità sta per varare un’indagine conoscitiva sulla neutralità tecnologica". Lo ha annunciato oggi il commissario Agcom, Nicola D’Angelo, nel corso della presentazione del Libro bianco sui contenuti.

Entro la prima metà di febbraio sarà pubblicato un documento dell’Agcom su voip e peer-to-peer e in quell’ambito sarà aperta una consultazione pubblica, più snella nelle procedure rispetto a quella standard sul tema della net neutrality.

"Il tema della network neutrality, ovvero la condizione per cui i fornitori di servizi internet non operino discriminazioni fra le fonti di dati - si legge nel Libro bianco - è al centro del dibattito sul futuro di internet. Il problema della network neutrality evidenzia un profilo tecnico la cui soluzione è connessa all’individuazione del giusto equilibrio tra la parte di banda (e di rete) da dedicare a servizi che necessitano di una gestione per la parte di banda che deve continuare a garantire l’accesso a internet sulla base del principio del best effort".

"Tale equilibrio - prosegue il Libro Bianco - riveste particolare rilevanza sotto due aspetti: tutela del consumatore nella sua libertà di accedere ai contenuti su internet senza restrizioni; tutela degli operatori ad ottenere una remunerazione per i servizi offerti in rete. Alla base di principio di neutralità tecnologica risiede la necessità di favorire il benessere dei consumatori, cioé la possibilità, da parte degli stessi, di aver accesso ai contenuti, senza discriminazione tra le reti di trasmissione".

Le industrie consolidate (media, Tlc), riusciranno a mantenere le posizioni acquisite fondate sull’esistenza di monopoli od oligopoli naturali? La diffusione di reti sempre più pervasive basate su protocollo Ip porta a trasferire tutto il mondo dell’intrattenimento su internet, oppure le reti tradizionali, continueranno ad avere un peso primario? I modelli fin qui sperimentati nella musica e nell'editoria si trasferiranno anche all’industria dei contenuti video? 

Si articola su questo scenario il "Libro bianco sui contenuti" che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha realizzato sulla base un'indagine conoscitiva. Il Libro bianco (già online sul sito di Agcom), curato da Augusto Preta di ITMedia Consulting, presentato oggi nell'ambito di un workshop nella sede romana dell'Autorità, presenti il presidente Corrado Calabrò, i relatori Nicola D'Angelo e Antonio Martusciello, studiosi del settore dei media e della comunicazione.

Il moltiplicarsi dei prodotti offerti, nonche' delle modalita' di fruizione e di distribuzione dei contenuti - sottolinea l'Agcom in una nota - aumenta anche le possibilita' dei consumatori di accedere all'informazione e alla conoscenza, amplia i mercati per l'industria e, contemporaneamente, solleva una serie di problematiche tra loro collegate, quali in primo luogo la tutela e della gestione dei diritti digitali, la disponibilita' di infrastrutture di rete a banda larga, la tutela della privacy e la tutela dei minori. Tutte questioni che assumono sempre piu' un significato chiave nell'improntare l'attivita' degli Stati e, in particolare, delle Autorita' di regolamentazione nazionali.

Il Libro Bianco, sostiene Calabrò nella prefazione, rappresenta 'un progetto sostenuto con grande dispiego di energie, che affronta sistematicamente aspetti concernenti la struttura del mercato e la relativa catena del valore, i possibili sviluppi della domanda e dell'offerta, la competizione fra le differenti piattaforme, l'impatto in termini di concorrenza, la neutralità del mezzo di diffusione e la gestione dei diritti di esclusiva. Senza tralasciare i diritti fondamentali del cittadino, come la tutela del pluralismo e dei minori. Temi più che mai centrali nel dibattito che ruota intorno all'industria dei contenuti - prosegue Calabro' - e che non possono mancare nell'agenda ideale delle priorita' di analisi di un'Autorita' di regolazione e di garanzia che voglia essere - veramente - 'convergente''.

26 Gennaio 2011