Joint venture Lenovo-Nec per aggredire il mercato giapponese di pc

STRATEGIE

L'azienda cinese investirà 175 milioni di dollari nell'alleanza

di Alessandro Castiglia
Lenovo, primo pc maker cinese, investirà 175 milioni di dollari in una joint venture con Nec per espandersi nel mercato giapponese, il terzo mondiale nel settore.

La newco, sede legale in Olanda, sarà posseduta al 51% da Lenovo e al 49% da Nec, avrà il controllo di Lenovo (Japan) e di Nec Personal Computer, una divisione interamente posseduta dal colosso dell'elettronica di Tokyo che produce e commercializza pc avendo 2.200 dipendenti e un impianto nella prefettura di Yamagata. Come parte della transazione, Nec avrà 175 milioni di dollari dal partner cinese sotto forma di una emissione riservata di azioni Lenovo.

L'inedita alleanza sino-nipponica rappresenta anche la prima vendita di asset tecnologici giapponesi a un'azienda cinese, per quello che è uno scenario impensabile fino a pochi anni fa. Il gruppo giapponese, anche se leader nel Sol Levante con una quota 2009 del 18,3%, ha abbandonato dallo stesso anno i mercati internazionali a causa degli scarsi risultati.

L'unione, in particolare, aiuta Lenovo, player mondiale preceduto dai colossi Hp, Dell e Acer, a ridurre le distanze dai principali concorrenti e ad accelerare il proprio potenziale tecnologico. Nec, invece, punta sulla partership per crescere con maggiore slancio in Cina. Per entrambi, poi, ci sono le economie di scala con l'unione delle attivita' di sviluppo, produzione e approvvigionamento dei materiali, congiunta alla possibilita' di ulteriori sinergie in altri settori. Lenovo ha rilevato nel 2005 la divisione pc di Ibm, perdendo nel frattempo una posizione a livello mondiale in termini quota di mercato e scivolando al quarto posto.

27 Gennaio 2011