Servizi online, è scontro Europa-Apple

NET NEUTRALITY

Gli editori europei fanno quadrato contro le regole che l'azienda sta stringendo intorno al suo store iTunes. Intanto le telco bloccano Skype e Viper

di A.C.
Si scalda lo scontro sulla net neutrality e investe sia il nuovo mondo delle app sia quello della telefonia. La Apple entra nel mirino degli editori europei, infuriati per le nuove regole con cui la società starebbe stringendo intorno al suo store iTunes un imbuto per le vendite di giornali, riviste e libri.
Parte dall'Enpa, associazione degli editori europei di quotidiani (5.200 testate quotidiane pubblicate in 23 Paesi dell' Ue più la Norvegia e la Svizzera), un doppio "no" alle eventualità che aziende come la Apple introducano limitazioni ai servizi online per la lettura dei giornali e all' accesso alle informazioni sugli utenti di questi servizi.
L' Enpa - a cui aderisce anche la Fieg - è scesa in campo con una nota in cui chiede che le società fornitrici di servizi continuino ad assicurare agli abbonati la possibilità di leggere i quotidiani su iPad e simili '' senza alcuna condizione restrittiva''.

La presa di posizione dell' Enpa, spiega la stessa associazione, fa seguito alle indicazioni giunte dalla Apple in merito all' introduzione di restrizioni sui servizi online. In particolare, in molti Paesi europei, si ricorda nella nota - in futuro i consumatori potrebbero avere accesso ai giornali di loro scelta solo attraverso iTunes e quindi dietro il pagamento di una commissione.
Inoltre, potrebbero venir meno informazioni sui lettori delle edizioni online dei quotidiani che gli editori ritengono cruciali per una buona gestione del loro business.
"L'iPad della Apple e altri strumenti simili - si legge ancora nella nota - rappresentano una fantastica opportunità di sviluppo per i giornali nel mondo digitale'' e per questo ''gli editori vogliono poter presentare ai lettori un ampio ventaglio di offerte allettanti'', compresa la possibilità per gli abbonati alla versione cartacea di consultare l' edizione online.

Il vento "net neutrality" investe anche la telefonia. "Alcuni operatori di telefonia mobile in diversi paesi Europei, tra cui l’Italia, hanno messo in atto in modo arbitrario restrizioni contrattuali, tecniche o finanziarie che limitano quello che gli utenti finali e gli innovatori possono fare online - fa sapere Skype -. Questi operatori talvolta si schierano apertamente a favore della neutralità della rete e delle "libertà della rete", ma la definizione che ne danno spesso non è in linea con la nuova normativa europea delle telecomunicazioni o con le aspettative degli utenti e lascia spazio a numerose limitazioni ed eccezioni. Secondo Skype, questa situazione, illustrata dai recenti articoli apparsi su alcuni media italiani, è inaccettabile in quanto essa minaccia l'innovazione, la scelta dei consumatori e, più in generale, la loro libertà.

Skype è fermamente convinta che "dovrebbero essere gli utenti di Internet e nessun altro a scegliere cosa fare online", ha commentato Jean-Jacques Sahel, Director Government and Regulatory Affairs, Europe di Skype. "In base alla nuova normativa dell’Unione Europea sulle telecomunicazioni, il cui recepimento nelle leggi nazionali è previsto entro maggio 2011, le autorità devono proteggere ‘le libertà di rete’, compresa la possibilità per gli utenti finali di accedere ed utilizzare le applicazioni, i contenuti e i servizi a loro scelta su Internet. In un momento in cui la capacità delle persone di usare Internet liberamente in tutto il mondo è più importante che mai, ci aspettiamo che le autorità in Italia e a Bruxelles diano il buon esempio, e proteggano i consumatori e gli innovatori come Skype in concreto - non solo a parole - e il più presto possibile".

07 Febbraio 2011