Cloud "scaccia-crisi": entro il 2015 oltre 2 milioni di posti di lavoro

PREVISIONI

Secondo il Cebr il valore di mercato in cinque anni raggiungerà i 763 miliardi di euro. A fare da traino le soluzioni "nuvola" per la PA e la Sanità. Idc: entro il 2014 investimenti per oltre 18 miliardi di dollari in area Emea

di F.M.
763 miliardi di euro e oltre 2 milioni di posti di lavoro generati entro il 2015: questi i numeri della rivoluzione economica che l’adozione del cloud computing porterà in Europa, secondo il report “Cloud Dividend” condotta dal Centre for Economics and Business Research (Cebr) per conto di Emc, che ha riguardato l’Italia, la Francia, la Germania, la Spagna ed il Regno Unito. Tra i mercati che si avvantaggeranno maggiormente la distribuzione, il retail e l’hospitality, dove i servizi basati sul cloud contribuiranno a creare un valore di 233 miliardi di euro. Valore determinato in larga parte da una combinazione tra creazione e sviluppo di business e riduzione dei costi. Il totale complessivo rappresenta il 31 % dei vantaggi economici complessivi generati nell’area, con il 77 % del valore derivante da soluzioni di cloud privato e ibrido.

“La nostra ricerca dedicata all’impatto economico del cloud computing ha rilevato significativi vantaggi economici legati alla sua adozione nei vari settori verticali – spiega Oliver Hogan, managing economist del Cebr - Stimiamo che il maggior ritorno economico derivante dall’implementazione di progetti cloud venga registrato nella distribuzione, nel retail e nell’hospitality, malgrado una congiuntura economica non certo favorevole. Anche i servizi bancari e finanziari verranno impattati positivamente da questa evoluzione tecnologica, anche se in quantità minore in termini assoluti”.

Secondo la ricerca, la maggior parte delle opportunità di occupazione verranno create dall’adozione del cloud computing nei settori quali il pubblico, l’education e la sanità, in cui si prevede complessivamente la disponibilità di ben 800mila posti di lavoro. Nel complesso, saranno 2,4 milioni i nuovi posti di lavoro che verranno creati nei cinque paesi entro il 2015.

Nel dettaglio il valore di mercato dei settori Distribuzione, retail, hospitality nel 2015 sarà di 233. 418.mlioni di euro per 355mila posti di lavoro; Servizi bancari e finanziari 183.566 milioni e 207mila posti di lavoro; PA, Education e Sanità 112.539 milioni e 801mila posti di lavoro; Industria e manifatturiero 98.504 milioni e 514mila posti; altri settori 135.271 milioni e 519 mila posti di lavoro. Il valore complessivo di attesta dunque sui 763.297 miliardi di euro per 2.396 miliondi nuove assunzioni.

“L’adozione di servizi e tecnologie cloud in Europa consente quell’agilità di business necessaria per poter competere con successo in un mercato impegnativo quale quello attuale - puntualizza Sandra Hamilton, Vp Emea di Emc Consulting - Un elemento critico affinché le aziende raggiungano tutti i vantaggi promessi dal cloud computing sta nella virtualizzazione delle applicazioni mission-critical, che possono essere rese maggiormente disponibili ed abilitare così la flessibilità tipica del cloud computing, con tutti i vantaggi economici ad esso collegati”.

Sul ruolo anti-ciclico della Nuvola si sofferma anche il report di Idc "Accelerate Hybrid Cloud Success: Adjusting the IT Mindset", secondo cui gli investimenti in servizi di cloud pubblici a livello Emea sono destinati a raggiungere i 18,8 miliardi di dollari entro il 2014.

"Le aziende oggi hanno fiducia nei confronti del cloud privato in termini di sicurezza, prestazioni  e disponibilità, che costituiscono i presupposti anche per l'adozione del cloud pubblico - spiega Idc -Tuttavia, il cloud computing potrà considerarsi un vero e proprio modello alternativo per l’IT solo quando le barriere organizzative e culturali verranno definitivamente eliminate all’interno delle aziende".

Il white paper analizza proprio queste problematiche interne, che vanno dalle difficoltà legate al sapere che le informazioni risiedono fisicamente "altrove", alla confusione dei ruoli tra responsabili delle infrastrutture e delle applicazioni, alla pressione su Cio e staff tecnico, affinché riescano a fornire servizi IT efficaci e competitivi come quelli proposti dai service provider esterni.

“Con il cloud che si diffonde sempre più in Europa, i Cio dovranno introdurre gradualmente un cambio di mentalità all'interno del dipartimento IT per riflettere le trasformazioni che tutto questo comporta  nei ruoli dello staff tecnico e nelle competenze necessarie sottolinea Chris Ingle, Associate Vp, Research and Consulting, Sis Group di Idc - La buona notizia è che esistono alcuni passaggi semplici e diretti che i Cio possono seguire per essere certi che il loro percorso verso il cloud risulti efficace e immediato”.

22 Febbraio 2011