Dal Pino (Microsoft): "Cloud, sciogliere i nodi legali"

VIRTUALIZZAZIONE

Il direttore centrale Relazioni Istituzionali e Industriali per l'Italia accende i riflettori sulla questione normativa: "Non ci sono regole uniformi a livello internazionale. Serve un aggiornamento doveroso del diritto all'evoluzione tecnologica"

di F.M.
La Nuvola sotto la lente di Microsoft. Ce la mette Milano Finanza che chiede a Luigi Dal Pino, da dicembre scorso Direttore Centrale Relazioni Istituzionali ed Industrali di Microsoft Italia, di evidenziare quali sono le problematiche legali associate all’adozione di soluzioni cloud, prima fra tutte l’individuazione delle legge da richiamare. “A livello contrattuale la legge – spiega Dal Pino - è quella del Paese dove l’azienda cliente ha la sede legale”. In questo senso diventa importante per il vendor scegliere di collocare il server in un Paese che offra un adeguato livello di certezza del quadro normativo e una buona stabilità politica per garantire “un servizio sicuro e continuo, senza rischi di interruzioni o censure”.

Ecco perché Microsoft ha auspicato più volte che, a livello internazionale e comunitario, i governi si attivino nel senso di una armonizzazione delle normative in materia di Web. Si tratta, secondo da Pino, “di un aggiornamento doveroso del diritto, dato che mentre la tecnologia si evolve rapidamente, le regole risalgono ancora agli anni ‘80”. Più precisamente sarebbe necessario decidere quale sarà la legge applicabile e il foro competente in caso di contenzioso. Altro aspetto da chiarire riguarda la responsabilità dell’utente finale per evitate che la poca conoscenza di una tecnologia nuova come il cloud determini eventuali errori o violazioni con le conseguenti responsabilità previste.

C’è poi la questione del potenziale “conflitto di interessi”: i fornitori cloud conservano dati di società spesso in concorrenza tra loro. Questi rischi possono essere facilmente evitati, stabilendo in sede di contratto il comportamento richiesto al provider con annesse responsabilità.
Altrettanto fondamentale la questione del data maintenance, ovvero il tempo massimo per la conservazione delle informazioni, che deve rispondere a criteri di equilibrio tra tutela delle riservatezza e la necessità delle imprese di avere un congruo periodo di conservazione. Infine la pubblicità dei dati. Dato che per le aziende le info commerciali sono “sensibili”, sarebbe consigliabile inserire nel contratto con il fornitore una clausola di non divulgazione.

Infine la scelta del tipo di offerta da scegliere per rispondere più precisamente alle necessità aziendali. Al di là delle specifiche tecniche del pacchetto in sé – secondo Microsoft – la scelta giusta può essere fatta solo se si coinvolgono i responsabili tecnici e i decisori aziendali.

24 Febbraio 2011