Skype illegale in Francia: l'Arcep la denuncia alla Procura

IL CASO

L'Authority ha presentato un esposto: l'azienda non ha adeguato la piattaforma per garantire le intercettazioni, l'instradamento delle chiamate di emergenza e la portabilità del numero. Le inadempienze configurabili come "atti criminali", punibili con la reclusione

di Mario Sette
L'Arcep (l'Agcom Francese) non vede di buon occhio Skype e le conseguenze delle sue azioni potrebbero ripercuotersi a catena anche in altri paesi come l'Italia, la Spagna o il Canada.

Secondo l'Authority d'Oltralpe, il servizio di telefonia via Internet non è conforme al diritto francese e dunque Skype opera illegalmente: è quanto emerge da un'inchiesta dell'Express. Il software infatti consente di fare chiamate gratuite tra due pc, ma anche da un pc verso telefoni fissi e cellulari, con tariffe molto competitive (SkypeOut). L'azienda non ha risposto alla richiesta di dichiarazione obbligatoria per tutti gli operatori di comunicazioni elettroniche che operano in Francia. Arcep ha chiesto a Skype di uniformarsi a tre regole: intercettazione delle chiamate per motivi di sicurezza, instradamento delle chiamate di emergenza e portabilità del numero (SkypeIn).

Poiché Skype non si è adeguata, Arcep ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Nella sua lettera, l'Autorità ritiene che le inadempienze siano tali da qualificarsi come atti criminali, che la legge francese punisce con un anno di reclusione e una multa di 75.000 euro.

Il caso è del 2007, e il procedimento si era bloccato perché Skype aveva abbandonato gli uffici europei, trasferendo le sue attività in Lussemburgo. Tuttavia potrebbe riaprirsi, in quanto Skype è in procinto di quotarsi in borsa e la commissione Usa per i titoli e gli scambi (Sec) ha dichiarato che il problema di "status" potrebbe avere un impatto negativo sul valore della quotazione. La Sec avrebbe fatto capire a Skype che sarebbe meglio chiarire la sua posizione.

24 Febbraio 2011