Google lancia un nuovo algoritmo. E' guerra alle "content farm"

MOTORI DI RICERCA

Ritocco alla stringa matematica alla base del ranking delle risposte. Il motore di ricerca punta a penalizzare "spam" e aggregatori di contenuti e a dare risalto ai siti di qualità: "Vogliamo favorire un sano ecosistema web"

di Andrea Ciccolini
Google modifica il suo algoritmo: da oggi i risultati delle ricerche potrebbero non essere più gli stessi. Le Serp (le pagine dei risultati del motore di ricerca) subiranno un cambiamento dell’11,8%. “Il nostro obiettivo è semplice: dare risposte più pertinenti alle domande e il più velocemente possibile” si legge in un post firmato da Amit Singhal, Google fellow, e Matt Cutts, ingegnere capo, sul blog ufficiale di Google dove gli sviluppatori hanno esposto i dettagli dei cambiamenti algoritmici.

L’aggiornamento è stato progettato per premiare i siti internet considerati di alta qualità in quanto forniscono “contenuti originali e di informazione come ricerche, relazioni approfondite, analisi profonda e così via”, come spiegano sul blog gli ingegneri. Contemporaneamente vengono penalizzati i siti "di bassa qualità", ossia quelli che non forniscono elementi utili all’utente e che si limitano a copiare i contenuti di altri siti internet.

Con la modifica all’algoritmo Google dichiara guerra alle content farm cercando di estrometterle dai risultati delle ricerche. Nella lista delle “fattorie di contenuti” primeggia Demand Media, sito internet da 105 milioni di utenti unici al mese che, appena ha fatto capolino a Wall Strett, è stato quotato più del New York Times e oggi vale 1,8 miliardi di dollari.

Singhal e Cutts spiegano che, per l’aggiornamento dell’algoritmo, gli ingegneri non hanno tenuto conto del feedback ricevuto dagli utenti grazie all’estensione per Google Chrome chiamata “Personal blocklist”. Un’applicazione che consente di eliminare dalle Serp i siti web valutati meno interessanti. “Tuttavia – si legge sul blog ufficiale di Google – dopo aver confrontato i feedback delle Blocklist con i siti individuati dal nostro algoritmo, abbiamo verificato che le due liste sono quasi interamente sovrapponibili”.

Il nuovo algoritmo, per il momento, è funzionante solo negli States, ma presto, fanno sapere da Mountain View, sarà esteso a tutto il mondo.

25 Febbraio 2011