Hp, il New Deal di Apotheker: "Basta tagli, ora innoviamo"

STRATEGIE

Il ceo chiude la stagione dell'austerity. Nuovi software, servizi e più qualità dei prodotti le chiavi di volta. "Hp ha perso la sua anima. Voglio recuperare il contatto con la gente e dare al mercato quello che chiede"

di Patrizia Licata
Alla guida di Hewlett-Packard dal primo novembre, Leo Apotheker ha rotto con l'eredità del suo predecessore Mark Hurd sotto diversi aspetti. Non solo, in un recente discorso tenuto a Bangalore, ha dichiarato che d’ora in poi Hp considererà l'India come un mercato piuttosto che una fonte di manodopera a basso costo per lo sviluppo dei prodotti, ma ha intrapreso una profonda trasformazione del business dei personal computer di Hp, che vale 41 miliardi di dollari, per puntare con maggior decisione sul mercato del software, anche con acquisizioni, facendo concorrenza direttamente a Oracle e Ibm.

Apotheker non vuole pensare solo a tagliare i costi, come ha fatto Hurd, ma migliorare la qualità dei prodotti e la rapidità con cui vengono portati dall'azienda al mercato. "Hp ha perso la sua anima", ha dichiarato Apotheker in un'intervista rilasciata a Bloomberg News a Palo Alto, California, presso i quartier generali di Hewlett-Packard. "Voglio recuperare il contatto con la gente, per dare al mercato quello che veramente ci chiede".

“Sembra che ci sia un divario tra il tipo di servizi che Hp offre e il tipo di servizi di cui le persone hanno veramente bisogno", conferma Jane Snorek del fondo Nuveen Asset Management. Apotheker si dice pronto ad acquistare aziende con competenze software e sta cercando possibili target che aiutino Hp a offrire ai clienti un portafoglio più ampio di prodotti di sicurezza e analisi dati. Informatica Corp., Bmc Software, Sas Institute, Symantec e CommVault Systems sono tra i potenziali obiettivi, secondo Jayson Noland, analista di Robert W. Baird a San Francisco.

Hp ha già acquisito Eds, per 13,2 miliardi di dollari, per espandesi nei computer services, tuttavia le entrate dai servizi sono cresciute meno dell’1% lo scorso anno a 34,9 miliardi di dollari per il gruppo guidato da Apotheker. Per fare un confronto, le vendite di servizi di Ibm sono cresciute del 2,6% a 56,4 miliardi di dollari nel 2010. Le vendite di software di Hp hanno totalizzato 3,59 miliardi nello scorso anno fiscale, contro i 22,5 miliardi di Ibm.

Sono tutti settori su cui Apotheker intende lavorare per migliorare i risultati. Il Ceo dice di voler sfruttare meglio il sistema operativo per computer WebOS che Hp ha acquisito con Palm: dal prossimo anno ogni Pc distribuito da Hp potrà funzionare anche col WebOS, oltre che con Wndows di Microsoft. “Il software è un tallone di Achille per Hp”, commenta Brian Marshall, analista di Gleacher & Co. a San Francisco. Al momento le vendite di Hewlett-Packard derivano per il 70% dall’hardware, per il 27% dai servizi It e solo per il 2,2% dal software.

Soprattutto, il Ceo tedesco vuole tornare a investire sull’innovazione e gli analisti non possono che essere d’accordo: “Smettere di innovare è una mossa suicida”, dichiara John Schwarz, ex manager Sap, la stessa azienda da cui viene Apotheker. “Leo vuole assolutamente evitare una spirale involutiva in Hp.”

09 Marzo 2011