E-book? Meglio in prestito. La nuova minaccia per gli editori

LIBRI VIRTUALI

Negli Usa fa sempre più adepti il club dei lettori in Rete che si scambiano contenuti una volta scaricati. A rischio le vendite

di Paolo Anastasio
Il prestito di e-book sta prendendo il volo negli Stati Uniti, dove negli ulitmi mesi il numero di club di lettori online spuntano come funghi. I siti, alcuni dei quali hanno migliaia di utenti, permettono a utenti sconsociuti, non registrati, di prendere in prestito gratis gli e-book di Amazon.com e quelli della piattaforma Nook di Barnes & Noble. Fra i siti più popolari ci sono BookLending, Lendle e ebook Fling. Lo scrive il Wall Street Journal.

Si tratta dell’ultima evoluzione nel settore degli e-book, che ha sconvolto il mercato tradizionale dell’editoria modificando alla radice i fondamentali dell’industria. Le biblioteche pubbliche non possono prestare gli e-book in formato Kindle, ma possono farlo soltanto per gli e-reader.

In passato, I lettori di Kindle e Nook erano pochi, visto che la condivisone dei libri era limitata ad un ristretto circolo di amici. Per scambiarsi un e-book, due utenti dovevano conoscere l’e-mail reciproca per avviare il prestito. I nuovi siti in circolazione consentono ai lettori di accedere ad un bacino più ampio di persone e quindi a un numero maggiore di titoli di e-book.

Gli aspetti negativi di questi nuovi siti riguardano la scarsità dell’offerta. La maggior parte degli editori non consente il prestito degli e-book. Inoltre, i titoli possono essere presi in prestito soltanto una volta e per un periodo limitato di due settimane. Ciò significa che per ogni prestito andato a buon fine, il numero di titoli disponibili diminuisce a meno che non arrivino nuovi utenti con dei libri disponibili.

Secondo alcuni editori che guardano da vicino al fenomeno del prestito di e-book, è pericoloso mettere a disposizione troppi titoli. Il prestito di e-book sarebbe un deterrente all’acquisto di libri di carta ma anche di libri digitali.

Sull’altro fronte, gli inventori dei siti di prestito online di e-book dicono che stanno aiutando gli editori perché i lettori, dopo il prestito, sono più propensi ad acquistare altri libri della stessa serie di quella presa in prestito, oppure a comprare libri di altri autori.

“La gente dice ‘Io ho preso in prestito un libro e l’ho comprato perché non sono riuscito a finirlo in tempo (prima della fine del prestito ndr)’”, dice Jeff croft, creatore di Lendle. “Questo fenomeno è molto ricorrente”.

I siti di prestito online sono proliferati nel periodo in cui le vendite di e-book sono diminuite. I consumatori hanno speso un miliardo di dollari in e-books nel 2010, una cifra destinata a triplicare entro il 2015, secondo stime di Forrester Research. Negli Usa ci sono 10 milioni di e-reader in circolazione a fine 2010, il triplo rispetto ai 3,7 milioni del 2009.

BookLending e Lendle hanno aperto negli ultimi due mesi, mentre eBook Fling aprirà lunedì prossimo. Gli inventori di questi siti hanno detto di essersi ispirati ad Amazon e Barnes & Noble, primi player a consentire il prestito di e-book per Kindle. Secondo stime degli analisit, Kindle detiene due terzi del mercato americano degli e-book. Catherine MacDonald, fondatrice di BookLending, ha detto che il suo sito ha più di 16mila utenti registrati, e che finora hanno effettuato 20mila prestiti.

Il processo di prestito è simile per tutti I siti. Gli utenti chiedono la disponibilità del titolo che vogliono prendere in prestito. L’utente che dispone del titolo richiesto, ad esempio un e-book per Kindle, i due sono indirizzati su una pagina di Amazon per lo scambio. Chi prende il libro in prestito ne dispone per due settimane, al termine delle quali il titolo sparisce dalla libreria e ritorna disponibile su quella della persona che l’ha dato in prestito.

Gli utenti di BookLending e Lendle possono scambiarsi soltanto titoli per Kindle, mentre eBook Fling consente lo scambio di titoli per Kindle e Nook.

I tre siti sono gratuiti per gli utenti. Ma se i libri non sono disponibili per il prestito, allora gli utenti vengono reindirizzati su Amazon, ottenendo una commissione se gli utenti acquistano un libro lì.
I tre siti offrono incentivi agli utenti per rendere disponibili I titoli di cui dispongono. Lendle richiede di mettere a disposizione almeno un titolo prima di ogni richiesta di prestito, mentre un algoritmo privilegia gli utenti che prendono spesso in prestito i libri.

Non c’è garanzia di riuscire a prendere in prestito il libro desiderato e I tempi possono essere lunghi. Gli utenti non sono obbligati a prestare i libri che hanno in libreria, possono rifiutarsi via mail.

11 Marzo 2011