Santoni (Sap): "L'IT aziendale deve servire a democratizzare il lavoro"

IT DEMOCRACY

Il numero uno di Sap Italia spiega la strategia dell'azienda per le risorse umane: "Le nuove tecnologie non vanno utilizzate come strumento di controllo"

di Gian Carlo Lanzetti
“Chi oggi non è digitale è asociale. Basta pensare che Facebook, il social network più grande, conta una popolazione pari a quella di cinque grandi nazioni”. A lanciare questo monito è Agostino Santoni, amministratore delegato di Sap Italia. E lo ha fatto nel corso di un presslunch con la stampa di settore per commentare le indicazioni della Sap Executive Conference, svoltasi a inizio marzo a Villa d’Este e dedicata quest’anno al tema della IT Democracy, ovvero come cambiare il modo di fare impresa e gestire il rapporto tra le organizzazioni e i collaboratori. Un evento che ha visto la partecipazione di Cfo, Cio e direttori di produzione. Dai responsabili finanziari si è voluto conoscere la propensione e i budget per l’informatica relativamente all’anno in corso. Ebbene una Instant survey promossa durante l’evento ha evidenziato che il 34% prevede di aumentare di oltre il 10% la spesa durante il 2011 rispetto allo scorso anno, il 32% si è pronunciato per la stabilità. Il 14% per una diminuzione e il restante 20% per una crescita moderata. Uno scenario all’insegna di un certo ottimismo.

Santoni ha ricordato altresì un’altra importante indicazione della survey: il 23% dei partecipanti ha indicato nella Business intelligence l’area tecnologica in cui le aziende stanno maggiormente investendo. Il cloud è solo al quinto posto con il 10%, preceduto da collaboration (14%), applicazioni mobile e Crm (11% ciascuno). Una scaletta un po’ diversa da quelle rilevate da Idc e Gartner sulla scena internazionale, ma forse più aderente alla realtà del mercato di questo momento. Un gruppo di aziende si è anche lanciato nella realizzazione di progetti 2.0. Con quali ritorni? Il 28% ha dichiarato di avere constatato degli impatti sui prodotti e servizi derivanti appunto dall’accesso a comunità tematiche, il 22% ha registrato una migliorata soddisfazione dei clienti, Solamente il 17% ha detto di non avere constatato benefici. Mal che vada c’è un ritorno di immagine, documentato dalle risposte di quasi due aziende su dieci.

Le tecnologie rappresentano lo strumento in grado di dare voce agli individui, di garantirne la libera espressione e di metterli in relazione con il mondo. In un’epoca in cui i digital native stanno entrando nel mercato del lavoro, il mondo business è destinato ad evolvere rapidamente: i dipendenti sanno usare con disinvoltura i dispositivi più innovativi e sono abituati ad esercitare la libertà consentita dalla tecnologia. È necessario - sostengono gli strateghi di Sap - che i modelli di leadership evolvano verso la meritocrazia, che la cultura aziendale diventi un processo bidirezionale, che le persone vengano considerate come una risorsa strategica e che l’ambiente di lavoro rifletta questo dinamismo. In questo scenario l’It aziendale non può più essere concepita come strumento di controllo ma di democratizzazione del lavoro.

“Gli attuali trend tecnologici - è il pensiero espresso compiutamente da Santoni - gettano le basi affinché nelle imprese si concretizzi una sorta di personal business responsibility che guidi i singoli ad agire responsabilmente all’interno delle organizzazioni per concorrere agli obiettivi comuni. In questo senso è possibile parlare di IT Democracy, ma affinché questo processo si concretizzi realmente è necessario che le imprese adottino un atteggiamento di collaborazione e apertura. Può sembrare paradossale, ma per essere forti, competitive e vincenti, le organizzazioni devono superare la logica del controllo e aprirsi, in primo luogo verso l’interno, concedendo più libertà e flessibilità ai dipendenti e intendendo l’IT come uno strumento di espressione per consentire alle persone di confrontarsi e di co-innovare, contribuendo al raggiungimento dei fini condivisi”.
Nel corso dell'evento si è ricordata anche la massiccia diffusione di Facebook che potrebbe essere - dato l'elevatissimo numero di utenti che supera i 500 milioni - il  sesto continente o il quinto Paese con maggiore numero di abitanti al mondo.
In conclusione Sap sostiene che questa è un'opportunità per cambiare modo di fare impresa: con dipendenti che hanno capacità di gestire dispositivi avanzati e le organizzazioni che lavorano senza linea gerarchica (al suo posto va instaurato il concetti Personal Business Responsability).

16 Marzo 2011