Tangenti, Ibm patteggia per 10 milioni di dollari

IL CASO

L'azienda era accusata di aver pagato con denaro e regali funzionari cinesi e sud-coreani in cambio di contratti nel settore pubblico. Nessuna ammissione di colpa né smentita, ma per chiudere la partita opta per un accordo con l'Authority

di Patrizia Licata
Ibm patteggia con i regolatori americani della Sec accettando di pagare 10 milioni di dollari e chiude con la causa che la vedeva implicata per presunte tangenti ad autorità cinesi e coreane. Il colosso dei computer service era stato accusato dalla Sec di aver dato denaro e regali a funzionari dei due Paesi asiatici ottenendo in cambio contratti con i governi locali per un valore di 54 milioni di dollari.

Ibm non ha né ammesso né negato le accuse, ma ha acconsentio a un patteggiamento che si compone di 5,3 milioni di dollari di risarcimento, 2,7 milioni di interessi e una multa di 2 milioni. Secondo l’autorità che regola la Borsa americana le tangenti sarebbero state distribuite da Ibm tra il 1998 e il 2009, violando il Foreign corrupt practices act.

"Controlli interni deficitari hanno consentito ai dipendenti delle filiali locali di Ibm e alle sue joint venture di usare business partner locali e agenzie di viaggio come canali per distribuire tangenti o altri pagamenti impropri a funzionari del governo cinese e sud-coreano per lunghi periodi di tempo", denunciava la Sec nei suoi documenti. I pagamenti “impropri” sarebbero stati effettuati da dipendenti di tre filiali di Ibm e dalla Lg Ibm Pc Co., una joint venture tra il colosso di Armonk e Lg Electronics.

21 Marzo 2011