Decolla in Italia la spesa per i servizi cloud

PREVISIONI IDC

Idc stima una crescita del 41% per l'anno 2011. E la virtualizzazione sarà la testa d'ariete: il 35% delle imprese pianifica soluzioni ad hoc per i desktop

di F.M.
2011 all’insegna del cloud per l’Italia. Secondo le stime Idc più recenti – presentate oggi in occasione della Virtualizzazione & Cloud Computing Conference 2011 – anche nel nostro Paese la crescita della spesa in Servizi Cloud sarà significativa, con un incremento del 41% rispetto al 2010. Un’evoluzione destinata a proseguire nel tempo, visto che nel periodo 2008-2014, si stima che questo mercato raggiungerà i 671 milioni di euro entro il 2014.
Una trasformazione che riguarderà sia le modalità di investimento da parte della domanda che il fronte competitivo. A questo sviluppo sostenuto dei Cloud Services in Italia si accompagneranno processi di implementazione differenziati ma egualmente importanti nel contribuire alla trasformazione della filiera IT e Telecommunications.

“Uno dei driver più importanti sarà l’affermazione di forme più avanzate di virtualizzazione IT - spiega Fabio Rizzotto, Research Director IT di Idc Italia - I dati indicano che il 35 % delle aziende sta pianificando di adottare soluzioni di virtualizzazione del destkop. Le aziende che stanno già utilizzando la desktop virtualization stanno vivendo una seconda fase – la virtualizzazione 2.0 – che agisce principalmente sul controllo dei costi operativi e gestionali ed è in grado di assicurare migliori livelli di servizio.”
Secondo la società di analisi queste dinamiche fanno intravedere il passaggio alla cosiddetta “virtualizzazione 3.0”, fase che comprende Cloud Computing, SaaS (Software-as-a Service), IaaS (Infrastructure-as-a-service) e PaaS (Platform-as-a-Service) in versione interna, esterna o ibrida, che si manifesterà progressivamente in un arco di medio periodo.

Il cammino di transizione alla virtualizzazione 3.0 porterà le aziende a ripensare all’organizzazione, alle procedure e ai processi, ma offrirà anche grandi opportunità per ottenere riduzioni dei costi e per migliorare efficienza e flessibilità.
Sul fronte del Private Cloud Computing in organizzazioni complesse Idc porta il case study dell’Università di Bologna, “Siti Internet di Corso di studio”, un servizio integrato che l’ateneo ha creato a supporto della didattica per aumentare qualità, velocità ed efficacia delle informazioni agli studenti e gestire la relazione con loro lungo l’intero ciclo degli studi. Il sito ha promosso una serie di innovazioni sia tecnologiche che organizzative, di processo e prodotto e, facendo leva su una soluzione di Private Cloud Computing, ha permesso di raggiungere significativi risultati a livello economico e di qualità dei servizi nonché un risparmio annuo superiore ai 900mila euro.

A livello mondiale, invece, come conferma anche Matthew Eastwood, Group Vice President, Enterprise Platforms Group Idc "grazie anche alla ripresa economica prevista nel 2011, ritieniano che molte organizzazioni IT accelereranno le attività di trasformazione dei loro datacenter. I datacenter stanno vivendo un rapido processo di ottimizzazione, nella direzione della virtualizzazione, automazione, convergenza e strategie Cloud. Per quanto riguarda i dati, Idc ritiene che nel 2011, si assisterà ad una transizione, con il raddoppio dei device mobili “smart” venduti rispetto ai laptop tradizionali. Questi device “connessi” porteranno ad un’esplosione delle interazioni sociali, delle transazioni mobili e della creazione di contenuti digitali. Il risultato è che nei prossimi cinque anni, la creazione di dati aziendali crescerà di 7.5 volte, e il numero dei server virtuali triplicherà. Idc prevede un’esplosione del “data analytics”, necessaria per supportare i processi di decision making delle aziende attraverso l’analisi di grandi volumi di dati non strutturati. In questo processo, le aziende faranno sempre più leva sul Cloud Computing".

22 Marzo 2011