Mobile payments, la nuova sfida delle banche italiane

ABI LAB

Secondo l'ultimo report di Abi Lab, il 57% degli istituti investe il budget dedicato all'It per potenziare la dematerializzazione attraverso Internet e sviluppare soluzioni di pagamento via cellulare

di P.A.
Maggiore efficienza e servizi sempre più innovativi a disposizione dei clienti. È questa la priorità nei programmi d’investimento in tecnologia delle banche italiane, seguita dal costante adeguamento alle normative nazionali ed europee e dall’ulteriore potenziamento dei sistemi di sicurezza. A scattare la fotografia dell’impegno e delle priorità delle banche italiane sul fronte degli investimenti Ict è il rapporto annuale sullo “Scenario delle tecnologie in banca” di Abi Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la Banca promosso dall’Abi. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo del settore bancario italiano, verrà presentato giovedì prossimo a Milano alla prima giornata del Forum Abi Lab.

"La complessa congiuntura economica – ha detto Giovanni Pirovano, vicepresidente dell’Abi con la delega per l’innovazione – non ha interrotto il processo d’innovazione organizzativa e infrastrutturale delle banche, finalizzato ad aumentare l’efficienza riducendo i costi. In questa prospettiva, la tecnologia rappresenta una leva indispensabile per razionalizzare l’attività e i processi interni offrendo, allo stesso tempo, servizi sempre più avanzati ed efficienti ai clienti".

Complessivamente le banche italiane hanno investito in Ict circa 5,5 miliardi di euro in un anno (dati al 2009), in calo rispetto all’anno precedente del 16%, da un lato per gli interventi di ottimizzazione e riduzione dei costi, dall’altro per il completamento dell’integrazione dei sistemi informatici, dopo le fusioni degli anni passati, che tra il 2007 e il 2010 ha comportato un esborso complessivo pari a un miliardo di euro e che ora sta generando importanti sinergie di costo.

Stando all’indagine, oltre la metà (57%) dei progetti d’investimento ritenuti prioritari dalle banche italiane riguarda i processi interni e le iniziative di sviluppo dei canali di accesso ai servizi bancari da parte dei clienti. In particolare, le banche investono nel rinnovamento degli sportelli, con la diffusione di strumenti self service in filiale, e nel miglioramento dei servizi online, sfruttando anche le potenzialità del web 2.0, del mobile banking e dei mobile payment.

Sul fronte della maggiore efficienza dei processi interni, gli investimenti delle banche sono finalizzati principalmente a rendere più snelli i processi di erogazione dei servizi, ottimizzando le risorse interne anche nell’ottica della dematerializzazione, del miglioramento del back office e del controllo dei costi.

Un altro 21% dei progetti ritenuti prioritari è dedicato alla compliance, mentre il 10% riguarda le tematiche connesse alla sicurezza, in particolare quella dei canali remoti, sia lato banca che lato cliente. Per quanto riguarda gli adeguamenti normativi, gli investimenti maggiori riguardano l’allineamento ai requisiti di Basilea, l’implementazione della direttiva europea sui pagamenti Psd e le attività di business continuity e disaster recovery. Per il 2011, una quota rilevante degli investimenti sarà dedicata all’adeguamento dei processi interni ai nuovi requisiti patrimoniali di Basilea3.

Per quanto riguarda le previsioni di spesa formulate dalle banche sul budget Ict 2011, dall’indagine Abi Lab emerge una sostanziale stabilità, con oltre la metà delle banche che non prevede variazioni rispetto al 2010 e circa un quarto che pensa di aumentare gli investimenti in tecnologia.

22 Marzo 2011