Segreti aziendali, nuovo target del cybercrime

SICUREZZA

Dati industriali top secret nel mirino dei pirati informatici. Lo rivela uno studio di Saic e McAfee secondo il quale sono Cina, Pakistan e Russia i Paesi meno sicuri. In Usa, Cina e India le società spendono un milione di dollari alla settimana per la sicurezza informatica

di Alessandro Castiglia
Non più l'appropriazione indebita di informazioni personali per rubare denaro sui conti online o truffare l'identità digitale degli internauti, ma furti mirati di proprietà intellettuale, segreti industriali e dati confidenziali delle aziende. È questa la nuova frontiera del cybercrime, anzi la nuova moneta di scambio dell'economia sommersa del crimine online, secondo uno studio pubblicato oggi da McAfee e dalla Science Applications International Corporation (Saic). Realizzato in Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone, Cina, India, Brasile e Medio Oriente, il rapporto evidenzia la crescente consapevolezza fra i criminali online del valore del capitale segreto e intellettuale delle aziende: oggi, spiegano gli esperti di sicurezza informatica, rende molto di più ai cyber-criminali rivendere questo tipo di informazioni rispetto a quelle private dei singoli utenti della rete. Casi eclatanti come il virus Stuxnet ne sono una dimostrazione.

McAfee e Saic hanno calcolato che alle aziende (Usa, Cina e India) mantenere sicuri i dati interni costa circa un milione di dollari alla settimana. Dallo studio emerge inoltre che circa un quarto delle aziende interpellate ha subito forti ritardi in acquisizioni o lanci di nuovi prodotti a causa di perdite e furti di dati e solo tre aziende su dieci hanno denunciato queste situazioni. I Paesi percepiti dai professionisti dell'IT come i meno sicuri per conservare i dati aziendali sono risultati Cina, Russia e Pakistan, mentre i più sicuri sarebbero Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti. Fra le sfide più preoccupanti, secondo i responsabili aziendali, c'è la proliferazione di terminali mobili con cui si lavora, in particolare smartphone e tablet, per i quali a loro avviso vanno ancora messi a punto efficaci sistemi di sicurezza.

Proprio uno studio di Kaspersky Lab rivela come, nel 2010, sono aumentate del 65 per cento, rispetto all’anno precedente, le minacce per la telefonia mobile, con oltre mille varianti di virus appartenenti a 153 tipologie. Esistono famiglie di virus in grado di attaccare e penetrare sia smartphone Apple che Android.

Le minacce per i dispositivi mobili stanno diventando sempre più complesse e sofisticate, le più pericolose sono quelle che riescono a controllare il dispositivo da remoto. Alcuni malware infettano la piattaforma Java 2 Micro Edition, che è il supporto più diffuso per i dispositivi mobili. Questo vuol dire che non solo gli smartphone ma anche i telefonini più semplici, se connessi ad internet, sono a rischio infezione.

28 Marzo 2011