Microsoft denuncia Google: "Monopolio in Europa"

ANTITRUST

Presentato un ricorso formale all'Antitrust della Ue per pratiche anti concorrenziali nel settore della pubblicità online

di P.A.
Microsoft alza i toni della rivalità con Google presentando un ricorso davanti alla Commissione Ue contro il più grande motore di ricerca al mondo, che accusa di pratiche anticoncorrenziali. E' la prima volta che Microsoft ricorre a una denuncia di questo tipo, dopo essere stata lei stessa accusata più volte in passato di questo genere di comportamenti negli Usa e in Europa.

Ad annunciare l' iniziativa, che si inserisce nel contesto dell' indagine già aperta da Bruxelles sulla società di Mountain View, è stato il vicepresidente di Microsft Brad Smith.

Nel suo ricorso Microsoft sostiene che Google abbia escogitato un "modello di azione" che ostacola in modo scorretto la concorrenza. Google controlla oltre il 90% del mercato pubblicitario legato alle ricerche su Internet, relegando ai margini il rivale Bing di Microsoft.

"La Commissione europea prende atto del reclamo presentato da Microsoft", ha commentato la portavoce del commissario Ue alla concorrenza, Joaquin Almunia, limitandosi ad aggiungere che informerà formalmente Google, come vuole la procedura.

Google è già sotto inchiesta da parte della Commissione europea dopo la denuncia di tre piccole aziende, una delle quali di proprietà di Microsoft.

Tra i motivi del ricorso si cita la posizione dominante di Google nel search advertising "che danneggia i clienti europei" e si dice che Google impedisce l'accesso dei concorrenti a contenuti web - come Youtube - e in generale limita l'accesso a contenuti, ad esempio attraverso cellulare.

L' Antitrust della Ue ha aperto un' inchiesta nei confronti di Google lo scorso novembre, in seguito a diversi reclami, tra cui quello del portale internet Ciao appartenente a Microsoft. Nel mirino dei servizi del commissario Almunia sia l' attività di ricerca di Google (che si rifiuta di comunicare la sua quota di mercato, presunta intorno al 95%) sia l' attività legata alla pubblicità o line (col sospetto che Google ricorra a clausole di esclusività imposte ai partner pubblicitari).

Nella nota Microsoft esprime l'auspicio che la Ue "decida di fermare" i comportamenti Google.

Un rappresentante di Google ha detto in un comunicato inviato per e-mail di non essere "sorpreso di questa iniziativa di Microsoft, dato che una delle loro filiali è tra i querelanti iniziali. Da parte nostra, continuiamo a discutere del caso con la Commissione europea e siamo felici di spiegare a chiunque come funzioni il nostro business".

31 Marzo 2011