Privacy, Reding: "Le nuove norme non strozzino le aziende"

VIVIANE REDING (UE)

Il commissario Ue alla Giustizia: "Sulla data protection serve una piattaforma di regole che da un lato consenta lo sviluppo dell'industria Ict, dall'altro incoraggi gli utenti verso le nuove tecnologie"

di Federica Meta
"La protezione dei dati è un diritto fondamentale e una garanzia per il funzionamento del mercato europeo. Inoltre è un asset di inestimabile valore che ha bisogno di essere gestito dato che da esso dipendono molte attività che possono prosperare solo se alla base c’è una buona legislazione e fiducia da parte dei consumatori. Per questo non è pensabile che ci siano dei free riders che non rispettano le regole".

Lo ha affermato il Commissario Ue alla giustizia Viviane Reding, in vista delle revisione della Direttiva Ue sulla privacy, nel corso di un’audizione davanti al l Partito Popolare Europeo ( Ppe), dove ha ricordato che tutti i diritti fondamentali – comprese quelli relativi alla protezione delle info personali – “hanno un costo”.

“"I costi - ha sottolineato la Reding – devono essere sostenuti dalle imprese, dalle amministrazioni e dai cittadini, ma credo che le aziende abbiano delle responsabilità in più dato che le informazioni personali degli utenti costituiscono un importante asset economico". Esistono imprese che già garantiscono agli utenti elevati standard di privacy: bisogna fare in modo che questo diventi una strategia diffusa. "Perché - si chiede il commissario - la trasparenza nel trattamento dei dati non sono applicate da tutte le imprese? Nessuno, nella Ue, dovrebbe cavarsela evitando le regole".

La Reding ha però voluto ricordare che la nuova normativa sulla tutela dei dati non dovrà essere in alcun modo punitiva. “Tutelando i diritti dei cittadini la riforma deve contribuire a promuovere il progresso economico. E' quindi mia intenzione supportate le imprese nella messa a punto di standard elevati di protezione dei dati".

In vista della revisione della Direttiva il commissario ha individuato cinque priorità. Per prima cosa è necessario ridurre la frammentazione delle norme, fattore che, oltre a determinare una grande incertezza giuridica, è anche fonte di costi per le imprese.
Inoltre bisogna promuovere l'innovazione e nuovi servizi, attualmente frenati dalla mancanza di fiducia degli utenti che temono abusi sui loro dati. “ La fiducia è un fattore essenziale per l'innovazione”, ha rimarcato la Reding.

Il commissario ha poi spiegato di voler evitare l'applicazione simultanea di leggi diverse a una stessa società operante in differenti Stati. “Anche in questo caso si genera un’insostenibile incertezza giuridica che impatta sulla fiducia degli utenti e sui costi delle imprese”.

La quarta proposta riguarda la semplificazione dei trasferimenti internazionali dei dati e la razionalizzazione delle procedure di esportazione.

L’ultima misura è relativa alla riduzione della burocrazia ovvero all'abolizione di tutti gli obblighi amministrativi che risultino non necessari. Nel mirino della Ue, in particolar modo, l'attuale sistema di notifica alle autorità garanti per la protezione dei dati che deve essere "drasticamente semplificato" con l'abolizione dell'obbligo di notificare le attività di elaborazione dei dati. Saranno, invece, mantenute, le regole riguardanti le informazioni personali.

31 Marzo 2011