Google, 900 milioni di dollari per i brevetti di Nortel

LICENZE

L'azienda punta a fare il pieno di licenze strategiche nel mercato della telefonia mobile. E si arma per scongiurare nuove controversie che rischiano di rallentare l'avanzata di Android. In discussione al Congresso una riforma per arginare la piaga delle guerre legali sulle patenti hi-tech

di R.C.
Google mette in campo 900 milioni di dollari per l'intero portafoglio brevetti - 6mila patenti - di Nortel Networks, il produttore canadese di attrezzature di rete in fallimento. Sarebbe l'acquisizione più grossa di Google dopo quella di YouTube e di DoubleClick. Ma al di là della cifra in ballo, l'operazione la dice lunga sulla guerra dei brevetti che si sta accendendo negli Stati Uniti, e in particolar modo nella Silicon Valley, dove le più grandi e potenti compagnie come Google sono quotidianamente alle prese con cause legali per violazione di licenze. E dove sul tema brevetti si sta discutendo una riforma delle regole al Congresso.

Perché Google vuole i brevetti di Nortel? Non è escluso che in futuro possa utilizzare alcune delle tecnologie coperte dalle licenze. Ma l'obiettivo fondamentale è un altro: difendersi dalle controversie legali, soprattutto quelle - intentate, fra gli altri, da Apple, Oracle e Microsoft - che sta accumulando contro Android, la cui affermazione potrebbe dunque dover affrontare una battuta d'arresto. Acquistando un grosso portafoglio di patenti Google si attrezza dunque a tener testa alle cause in corso, e anche alle future, su brevetti per settori centrali al suo business. Intanto, le mette in cassaforte tenendole lontane dalle mani dei concorrenti. Inoltre, detenere una grande quantità di diritti le consente di poter minacciare contro-cause.

"Per Google - dice Daniel B. Ravicher direttore esecutivo della School of Law Public Patent Foundation Cardozo che sostiene la riforma delle patenti attualmente in discussione - il rischio che i brevetti vadano in altre mani vale più di 900 milioni di dollari".

Kent Walker, senior vp e general counsel di Google, scrive nel blog della compagnia che "una delle migliori difese contro questo tipo di controversie è, ironicamente, possedere un formidabile portafogli di patenti: ti lascia mano libera nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi. A contrario, gli attacchi legali costituiscono un freno all'innovazione".

Ma non basta. La mossa adombra anche l'importanza crescente del business mobile per Google. Molte delle maggiori licenze nel pacchetto riguardano infatti tecnologie per terminali mobili, in particolar modo la piattaforma Android. Ma comprendono anche licenze per reti ottiche, voce e semiconduttori oltre che per wireless, search e social networking. "Google sta cercando legittimità nel mercato dei cellulari" dice Robert P. Merges direttore del Berkeley Center for Law and Technology di Berkeley, Università della California.

Nortel ha scelto l'offerta di Google come base d'asta per 6mila patenti, 2.600 delle quali negli Usa. Nortel conta di tenere l'asta in giugno.

La riforma in discussione al Congresso tenta di mettere un argine all'ondata di cause legali tra aziende tecnologiche che rischia di intasare i tribunali. Sono centinaia le denunce per violazioni di brevetti fra giganti dell'hitech, senza contare quelle fatte scattare dai "collettori di brevetti", come Ntp.
Google possiede 630 licenze secondo la United States Patent and Trademark Office, mentre Apple ne ha 3.830 e Microsoft circa 18mila.

05 Aprile 2011