"Class action" delle Internet company contro la Francia

IL CASO

Fra i firmatari del ricorso ci sono Google, eBay e Facebook. Obiettivo: bloccare la proposta di legge che obbligherebbe la conservazione dei dati degli utenti online per un anno per renderli disponibili in caso di attività di polizia

di Andrea Ciccolini
Venti aziende, tra le quali Google, eBay e Facebook, si scagliano contro un decreto legge francese. Il ricorso, che verrà presentato domani davanti al Consiglio di Stato della Francia, mira a fermare la proposta che obbligherebbe le società attive sul web a conservare i dati personali degli utenti web per un anno a favore di un utilizzo investigativo da parte di polizia, ufficio anti-forde, dogane, atorità fiscali e sociali. Le venti aziende internet agiranno attraverso l’ Asis (French Association of Internet Community Services).

Il decreto, qualora divenisse attuativo, costringerebbe i siti di e-commerce, di contenuti audiovisivi, e di servizi e-mail a rendere disponibili alle autorità nomi, indirizzi postali, numeri telefonici, password e dati dei propri utenti. Benoit Tabaka, capo dell’Asis, è convinto che “numerosi elementi sono problematici. Ad esempio, manca una consultazione con la Commissione Europea. Quella di mantenere le password e rivelarle ai servizi di polizia è una misura scioccante”.

05 Aprile 2011