Nuove scosse in Giappone: le hi-tech company fermano gli impianti

TERREMOTO

Il sisma di ieri ha provocato un crollo dell'erogazione di energia elettrica costringendo Canon, Sony, Nikon, Fujitsu, Tokyo Electron, Ntt Docomo e Kddi ad arrestare la produzione

di Andrea Ciccolini
Canon, Sony, Nikon, Fujitsu, Tokyo Electron, NTT DoCoMo e KDDI hanno chiuso gli impianti a seguito del terremoto di magnitudo 7.1 che ieri ha colpito nuovamente il Giappone provocando danni e riaccendendo l’allarme nucleare. La nuova scossa sismica ha bloccato il recupero della produzione che si era interrotta in seguito agli ingenti danni provocati dal terremoto e dallo tsunami che avevano colpito il Giappone lo scorso 11 marzo.

"Ognuno sperava di riprendere la produzione e tornare in pista, e questa scossa di assestamento porterà nuove interruzioni" ha detto Steven Zhang, analista presso Dbs Vickers Securities di Hong Kong. "Questo avrà un impatto negativo sulla catena di approvvigionamento".

Sony, il più grande esportatore giapponese di elettronica di consumo, ha spiegato che ieri sono stai costretti a sospendere la produzione in due stabilimenti nella prefettura di Miyagi a causa delle frequenti interruzioni di corrente causate dalla più forte scossa di assestamento che si sia registrata dall’11 marzo. La scossa di ieri, andandosi sommare a quelle della prima fase del terremoto, porta il computo dei danni a 25 trilioni di Yen ( circa 293 miliardi di dollari), che equivalgono allo 0,5 per cento dell’economia dell’intero Paese.

Tokyo Electric ha detto che prevede una carenza giornaliera di alimentazione elettrica di 8.500 megawatt, e questa estate la domanda può arrivare ad picco a circa 55 mila megawatt. Secondo le stime di Goldman Sachs Group, il terremoto dell’11 marzo, ha provocato la perdita dell’ 11 per cento della capacità di produzione di elettricità del Giappone.

"Le società giapponesi, dopo questo terremoto, dovranno pensare a diversificare i loro impianti di produzione. Hanno bisogno - ha continuato Khiem Do, il capo della sezione asiatica di Baring Asset Management - di capire dove localizzare gli impianti di produzione off-shore, che dovrebbero stare vicino al mercato finale".

08 Aprile 2011