Google, a rischio l'acquisizione di Ita Software

USA

Le autorità d'oltreoceano chiedono al motore di concedere in licenza parte del software frutto del deal da 700 milioni di dollari. Ma Big G sarebbe disposta a cedere solo in parte

di Patrizia Licata
Google potrebbe fare delle concessioni al governo americano, se le riterrà accettabili, pur di ottenere l’approvazione del merger con la società della tecnologia per l’online travel Ita Software. Sono settimane che il colosso di Mountain View discute con i regolatori Usa la controversa acquisizione (da 700 milioni di dollari) che, temono antitrust e aziende rivali, espande ulteriormente il già forte dominio di Google nella ricerca su Internet.

Per questo i regolatori sono pronti a dettare a Big G le concessioni che renderebbero l'accordo più accettabile agli occhi dell'antitrust. Ma, secondo il Financial Times, benché l’azienda prenderà in considerazione le richieste delle agenzie federali, non sarebbe disposta a cedere su tutti i punti. Se le concessioni volute dalle autorità saranno ritenute eccessive, Mountain View potrebbe far saltare l'acquisizione.

La prima mossa dei regolatori sarà chiedere a Google di dare in licenza parte della tecnologia per i viaggi online ad altre Internet companies, compagnie aeree e operatori del settore per un determinato periodo di tempo. Oggi la tecnologia di Ita viene utilizzata da molti dei principali vettori e siti di viaggi online per gestire le prenotazioni su Internet e l’eventuale merger con Google preoccupa queste aziende, che si chiedono quali potranno essere le condizioni di licenza in futuro.

Google sarebbe anche costretta a firmare col dipartimento di Giustizia americano il consenso per una supervisione ufficiale delle autorità, pur se limitata a una parte specifica del suo business. Si tratta di un tipo di accordo che i regolatori richiedono alle aziende in casi molto rari: è successo quando Comcast ha acquisito Nbc e vi è soggetta dal 2002 e fino al 12 maggio di quest’anno anche Microsoft, alla quale il dipartimento di Giustizia Usa ha ingiunto di dare in licenza ai rivali parte della sua tecnologia.

08 Aprile 2011